sabato , 19 Giugno 2021

Coordinamento Fish Vicenza: la famiglia da sola non basta più

Coordinamento Fish Vicenza – Le Associazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari, dopo un anno dall’inizio dell’attuale pandemia, analizzate le numerose criticità, che rendono ancor più gravosa la quotidianità di quanti rappresentano, chiedono urgentemente la risoluzione delle problematiche sottoelencate.

VACCINAZIONI
Trascorsi circa quattro mesi dalla prima somministrazione del vaccino anti covid in Italia, malgrado le ripetute pressioni provenienti dal mondo associativo, che hanno indotto il Ministero della Sanità ad inserire le persone con disabilità nella fascia di “cittadini fragili” con priorità di accesso alla vaccinazione, la campagna vaccinale non ha dato completa risposta alle direttive ministeriali. Seppur con molteplici rinvii e ritardi è in corso la vaccinazione di quanti utilizzano i servizi a loro dedicati (residenziali e diurni) ma ancora oggi risulta difficoltoso accedervi per chi vive all’interno del proprio nucleo familiare. Il sistema di prenotazione messo a disposizione dalla regione non sempre riconosce la priorità di accesso alla campagna vaccinale. Chi si rivolge al numero verde dedicato viene invitato a contattare il proprio medico curante che, non per sua responsabilità, non sempre ha risposte certe e rassicuranti. Lo stesso accade per quelle persone con disabilità impegnate in ambito lavorativo costrette ancora oggi a non poter riprendere la propria attività. È urgente inoltre estendere il vaccino ai caregiver familiari, ovvero coloro che si occupano dell’assistenza al proprio congiunto, ed in particolare a coloro che assistono persone che, per ragioni di età o per patologie particolari, non possono essere vaccinate. Abbiamo provato a contattare le aziende sanitarie, attraverso tutti i canali e mezzi di comunicazione disponibili e abbiamo ricevuto una quantità imbarazzante di indicazioni diverse e contrastanti, questa confusione contribuisce a preoccupare i genitori ed i caregiver che rimangono nella più totale incertezza. Non esiste, ad oggi, una procedura ufficiale e chiara per prenotare il vaccino per i caregiver. Sia chiaro, non chiediamo di essere vaccinati oggi, sappiamo rispettare i ruoli e i turni, ma vorremmo avere chiarezza nei metodi di prenotazione.
Non sappiamo ancora se saremo chiamati, se dai pediatri o dai medici di base, se dovremo prenotare noi sul portale della regione, se prenotare con il codice fiscale nostro o dei nostri figli, che documenti portare per attestare la nostra condizione di genitori, o familiari, o caregiver, se verranno vaccinati entrambi i genitori, se verranno vaccinati anche i fratelli maggiorenni del bambino con disabilità. Le domande senza risposta sono troppe.

RIDUZIONE SERVIZI LEA (livelli essenziali di assistenza)
dal mese di giugno 2020, dopo ben tre mesi e mezzo di totale chiusura dei Centri diurni durante i quali il carico assistenziale ed educativo ha messo in serie difficoltà molte famiglie senza il riconoscimento di alcun “ristoro”, i centri diurni continuano a funzionare parzialmente continuando a gravare sui nuclei famigliari.

STRUTTURE RESIDENZIALI
Per le persone con disabilità che abitano in strutture residenziali, malgrado ormai sottoposte a vaccinazione nella quasi totalità dei casi, persiste di fatto uno stato di segregazione che ha stravolto la loro vita e quella dei loro familiari, con ripercussioni tangibili sulle autonomie acquisite e sul comportamento. Il gioco delle responsabilità, determinato da direttive poco chiare, ha minato i precari equilibri sul piano dell’affettività e dei rapporti con i familiari.
Occorre uno sforzo maggiore da parte di tutti, le famiglie hanno già fatto la loro parte, per restituire quanto è stato tolto durante questi lunghi mesi a persone non in grado di comprendere l’isolamento forzato a cui sono sottoposte, ciò deve avvenire da subito senza ulteriori rinvii.
Le persone nelle strutture residenziali, nonostante siano vaccinate, come anche gli operatori di riferimento, non possono accedere alle attività centri diurni, aggravando lo stato di isolamento. Inoltre, vengono posti grossi limiti alle accoglienze temporanee che devono necessariamente essere di minimo 9 gg mentre basterebbero tamponi in entrata e uscita per permettere anche soggiorni più corti, decisamente più gestibili per utenti che stanno sperimentando un graduale distacco dalla famiglia ma che aiuterebbero molto a sollevare la stessa dallo stress di questo gravoso ultimo anno.

SCUOLA
La ripresa della “scuola in presenza” per i bambini e ragazzi con disabilità non può essere lasciata alla discrezionalità dei dirigenti scolastici che, in qualche caso, disattendendo alle direttive ministeriali, hanno attuato scelte penalizzanti per il diritto all’inclusione e all’istruzione garantiti dai dettami Costituzionali e dalla Convenzione Onu.
Fortunatamente, alcuni dirigenti, seppur con tempistiche variabili, hanno fatto il possibile per mettere in atto le indicazioni della nota ministeriale nel rispetto dell’inclusione, e far quindi frequentare gli studenti con disabilità in presenza insieme a piccoli gruppi di compagni.
Il risultato è stato complesso e disomogeneo, è mancata la chiarezza, tutto è stato molto vago e interpretabile, complicando non poco il lavoro della scuola e appesantendo ulteriormente lo stato d’animo di famiglie e alunni.

LA FAMIGLIA DA SOLA NON BASTA PIU’!    È TEMPO DI METTERE IN ATTO UNA REALE PRESA IN CARICO ISTITUZIONALE DELLE PERSONA CON DISABILITA’.

Sottoscrivono: Coordinamento Fish Vicenza; Associazione Aquilone 2004 Vicenza; Associazione Genitori de “La Nostra Famiglia” Vicenza

Per informazioni 329 85 77 823      Fish.vicenza@gmail.com

80x80 logo Vicenzareport

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità