giovedì , 15 Aprile 2021

118 Bassano: operatore diagnostica durante il trasporto probabile dissecazione dell’aorta

Operatore del 118 di Bassano diagnostica dissecazione dell’aorta con ecografia in strada: immediato il trasferimento al san Bortolo e l’intervento salvavita.

Nella giornata di ieri il paziente, un uomo di 44 anni di Cassola, è stato dimesso

P.F, 44 anni, di Cassola, la sera di giovedì 1 aprile è a casa ma sente che qualcosa non va: tutto inizia con uno strano dolore ai denti, diffusosi poi al torace e al braccio sinistro. Dopo mezz’ora la situazione non migliora, anzi: decide quindi di chiamare il 118, che fa partire in codice rosso un’ambulanza dall’ospedale San Bassiano. Quando arrivano, gli operatori sanitari trovano il paziente che li attende in strada, cosciente: il suo racconto è preciso e la visita accurata, con elettrocardiogramma ed ecografia toracica eseguiti direttamente sul posto, l’estensione dell’indagine all’aorta e carotide sembrano confermare il sospetto: nel paziente è in atto una dissecazione dell’aorta e ogni minuto è prezioso.

Immediatamente il medico SUEM si mette in contatto con la centrale 118 di Vicenza che mette in collegamento il medico SUEM con il cardiochirurgo e indica di centralizzare il paziente direttamente all’ospedale di Vicenza, dove nel frattempo viene allestita una sala operatoria. L’intervento dura 4 ore ma tutto va per il meglio e già ieri il paziente è stato dimesso.

«Il dott. Giordano Feltrin, il medico che era sull’ambulanza, lavora con noi da un anno – sottolinea il dott. Andrea Favaro, direttore del Pronto Soccorso di Bassano del Grappa -, e ha dimostrato grande voglia di crescere con competenza sempre maggiore.

Allo stesso tempo, questo caso conferma ancora una volta anche la qualità delle dotazioni sui nostri mezzi di soccorso, davvero all’avanguardia».

«La capacità di effettuare una diagnosti tempestiva, direttamente sul posto, è fondamentale in un’ottica di sistema – spiega il dott. Federico Politi, direttore della Centrale provinciale del SUEM 118 -, perché ci consente di indirizzare i soccorritori direttamente verso la struttura più idonea, evitando di dover poi trasferire il paziente da un ospedale all’altro. Tutto questo naturalmente con l’obiettivo di guadagnare tempo prezioso, soprattutto quando l’esito dell’intervento dipende anche dalla tempestività, come in questo caso».

«Avere diagnosticato sul posto, durante l’uscita con l’ambulanza, la probabile dissecazione dell’aorta è qualcosa di eccezionale – sottolinea il dott. Paolo Magagna, responsabile dell’U.O.S. Chirurgia dell’Aorta Toracica del San Bortolo -, anche perché si tratta di una patologia relativamente rara e poco conosciuta, ma proprio l’intuizione dell’operatore del 118 ha probabilmente salvato la vita del paziente, perché in questi casi più tempo passa, più si riduce il tasso di sopravvivenza.

La dissecazione dell’aorta viene spesso definita dagli specialisti un “killer silenzioso” perché nella maggior parte dei casi non presenta alcun sintomo: la diagnosi avviene in modo del tutto fortuito, oppure quando il paziente è già in una situazione di criticità, e in questo caso la mortalità può arrivare fino al 30%.

Nelle sue varie forme, ha un’incidenza di circa 16 casi ogni 100 mila abitanti e solo in Italia, ogni anno, è responsabile di oltre 6 mila decessi».

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