Veneto

Legambiente Veneto: 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua

Legambiente: salvare le acque dagli inquinanti nelle falde e nei fiumi

SOS Fiumi servizio di Legambiente per segnalare le situazioni a rischio

Al via “Operazione Fiumi – Esplorare per Custodire” la nuova campagna di Legambiente Veneto

Con la nuova Direttiva Europea sulle acque destinate al consumo umano entrata in vigore a gennaio 2021 e adottata grazie alla mobilitazione dei cittadini europei, sono stati finalmente aggiornati alcuni parametri di buona qualità, in particolare quelli riguardanti la sicurezza delle acque potabili, aggiornati i limiti per alcuni inquinanti e aggiunti altri contaminanti all’elenco delle sostanze da monitorare.

La buona notizia è che tra le nuove sostanze da monitorare, ci sono anche i PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche che hanno contaminato le acque di falda nelle province venete di Vicenza, Verona e Padova: inquinanti emergenti che dovrebbero iniziare a spaventare anche fuori dai confini regionali. Come raccontato più volte nei report e nelle iniziative di Legambiente e dei circoli coinvolti in prima linea, – in particolare il circolo “Perla Blu” di Legambiente Cologna Veneta – il danno ambientale e sanitario che hanno provocato queste sostanze in Veneto è impressionante: 300 mila persone colpite dalla contaminazione che ha interessato, oltre che le falde, anche gli acquedotti delle aree inquinate; le autorità sono state costrette quindi prima alla filtrazione delle acque e poi ad allacciare le reti acquedottistiche a nuove fonti di approvvigionamento, opere che però sono ancora da completare.

Alla luce delle esperienze purtroppo maturate in questi anni sul tema, nonostante il passo in avanti della Direttiva che li inserisce tra gli inquinanti da monitorare, sarebbe auspicabile che tali sostanze non potessero essere immesse nell’ambiente visto il danno creato. L’obiettivo, quindi deve essere quello di raggiungere nel più breve tempo possibile concentrazioni pari a zero nelle acque ad uso umano e negli scarichi. Inoltre, sarebbe auspicabile che tutti gli Stati membri applicassero gli attuali limiti previsti in Veneto che sono ancor più stringenti di quelli previsti dalla nuova direttiva, quindi ci auguriamo che l’Italia avvii il recepimento garantendo il rispetto dei limiti previsti in Veneto.

Nel frattempo le bonifiche, nella valle del Chiampo come in altri territori della regione, sono quanto mai necessarie se vogliamo tutelare e ripristinare le risorse idriche, le falde e i corsi d’acqua presenti o limitrofe ai siti inquinati e servirà investire economicamente, tecnicamente e politicamente, poiché messe in sicurezza di emergenza, confinamenti e barriere idrauliche non bastano più. Così come servirà rafforzare e incrementare la rete dei controlli ambientali, per aumentarne il livello qualitativo e quantitativo dell’azione.

«In occasione della giornata mondiale dell’Acqua vogliamo richiamare l’attenzione sulla coincidenza con l’udienza del processo a Miteni proprio lunedì 22 marzo, sul disastro PFAS, processo nel quale l’Associazione è costituita parte civile – dichiara Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto – Vogliamo puntare l’attenzione in particolare sulle acque sotterranee, mai come oggi esposta al rischio, e quelle superficiali, ancora troppo aggredite da mala depurazione e utilizzi scorretti A preoccupare maggiormente sono gli inquinanti emergenti che seppur saranno presto normati con l’entrata in vigore della nuova direttiva europea sulle acque potabili, stanno già creando enormi problemi come il caso dell’inquinamento da PFAS delle acque potabili di oltre 300.000 cittadini del Veneto. Disastri che dobbiamo imparare a prevenire oltre che segnalare e denunciare».

 Ma non ci sono solo i Pfas da tenere sotto controllo. Occorre accelerare l’approvazione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua (WSP) in tutta la regione perché questi devono diventare un sistema integrato di prevenzione e controllo esteso all’intera filiera idropotabile, permettendo di superare l’approccio del controllo “a valle” e di prevenire fenomeni di inquinamento e le situazioni di rischio connesse con la contaminazione delle fonti e sarà necessario monitorare il livello di adozione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua da parte dei gestori, come prevede la Direttiva 1787/2015.

Inoltre, si deve intervenire sulle reti idriche e sui depuratori con interventi strutturali per rendere efficiente il funzionamento del ciclo idrico integrato. Fondamentale ammodernare la rete di distribuzione dell’acqua potabile e separare le reti fognarie, tra acque di scarico e meteoriche, per porre fine alla consuete criticità depurative che puntualmente aggrediscono fiumi e corsi d’acqua della nostra regione.

La qualità delle acque è direttamente collegata alla qualità delle nostra acque superficiali ed al loro stato di salute per questo in occasione della Giornata mondiale dell’acqua Legambiente Veneto presenta SOS Fiumi.

Uno strumento a disposizione dei cittadini per denunciare sversamenti, situazioni di illegalità, la presenza di discariche abusive e rifiuti, lungo i fiumi del Veneto –  spiega Giulia Bacchiega, responsabile Campagne Legambiente Veneto – SOS Fiumi è un tassello fondamentale di “Operazione Fiumi” la nuova campagna di Legambiente Veneto, che ha l’obiettivo di coinvolgere famiglie e cittadini in azioni di citizen science e volontariato ambientale per la tutela dei corsi d’acqua”.

La campagna vedrà coinvolti i volontari dell’associazione in campionamenti ed analisi sulla qualità delle acque, nei monitoraggi morfologici ed in generale sullo stato di salute dei principali fiumi e corsi d’acqua del Veneto partendo dalle segnalazioni che i cittadini possono fare da pc e smartphone attraverso il sito di Legambiente Veneto, oppure inviando una mail a sosfiumi@legambienteveneto.it.

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