martedì , 19 Ottobre 2021
Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo:10 miliardi per il rilancio PMI Trivenete

Intesa Sanpaolo presenta “MOTORE ITALIA”:

  • Introdotta una prima misura per l’allungamento delle linee di credito esistenti fino a 15 anni
  • Previsti interventi per liquidità, investimenti, crescita, recupero della competitività, transizione tecnologica e sostenibilità
  • Nel Triveneto dall’inizio della pandemia erogati 5,2 miliardi di euro e concesse 53mila moratorie per un debito residuo pari a 8,7 miliardi di euro

Prosegue nel Triveneto il roadshow virtuale di Intesa Sanpaolo dedicato a “Motore Italia”, il nuovo programma strategico di finanziamenti e iniziative per consentire alle piccole e medie imprese di superare la fase di difficoltà causata dalla crisi pandemica e rilanciarsi attraverso progetti di sviluppo e crescita. Il piano prevede un plafond nazionale di 50 miliardi di euro, di cui 10 miliardi di nuovo credito per le imprese trivenete.

Alla presentazione hanno preso parte Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo e Leopoldo Destro, presidente Assindustria Venetocentro. Anna Roscio, responsabile Direzione Sales & Marketing Imprese, ha illustrato i 5 pilastri del nuovo piano di Intesa Sanpaolo e le misure predisposte per supportare la ripartenza delle PMI italiane, mentre Giovanni Foresti, responsabile Coordinamento Economisti Territoriali della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo della Direzione Studi e Ricerche del Gruppo, ha rappresentato contesto e prospettive dell’economia italiana e triveneta.

Direttore regionale Intesa Sanpaolo, Renzo Simonato
Direttore regionale Intesa Sanpaolo, Renzo Simonato

Anticipando i bisogni di liquidità e supporto in vista delle prossime scadenze delle misure governative, la misura fondamentale del programma stabilisce nuove soluzioni di allungamento della durata dei finanziamenti in essere, ampliando le iniziative di sostegno alla liquidità già messe in atto nel corso del 2020. Previsti inoltre ulteriori interventi per preparare le PMI al rilancio economico e al recupero di competitività attraverso investimenti per la transizione digitale e sostenibile, in linea con i futuri obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan).

“Nel 2020 abbiamo sostenuto con il massimo impegno e con tutta la nostra solidità il tessuto produttivo triveneto, dove abbiamo circa 150.000 aziende clienti. Anche quest’anno garantiremo il nostro impegno con soluzioni concrete: allungando i tempi di rientro del debito e consentendo alle aziende di pianificare gli investimenti che siamo pronti a sostenere con nuovo credito. – ha spiegato Renzo Simonato, direttore regionale. – Dall’inizio della pandemia abbiamo supportato le aziende trivenete con erogazioni a medio-lungo termine, compresi gli interventi per il Covid-19, per oltre 5,2 miliardi di euro. Abbiamo inoltre concesso circa 53mila moratorie per un debito residuo di circa 8,7 miliardi di euro. Ora è il momento di fare un passo in più per accelerare insieme il rilancio, con un impegno orientato a un futuro sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale”.

Il programma “Motore Italia” di Intesa Sanpaolo si compone di cinque linee di intervento, calibrate sulle direttrici strategiche della crescita del Paese che, complessivamente, potranno innescare nuove erogazioni di credito per oltre 50 miliardi di euro, grazie anche al supporto delle risorse rese disponibili attraverso il Fondo Centrale di Garanzia e SACE:

  1. Liquidità ed estensione dei finanziamenti

Per accompagnare oggi le imprese nella strada della ripresa è essenziale individuare nuovi strumenti che favoriscano una prospettiva di medio-lungo periodo, in grado di rafforzare il posizionamento finanziario delle imprese, contribuire alla ricostituzione progressiva dei cash flow, recuperare sostenibilità finanziaria e cogliere opportunità per nuovi investimenti. Obiettivo a cui Intesa Sanpaolo punta grazie a ‘Motore Italia’, mettendo a disposizione nuove soluzioni per l’allungamento dei finanziamenti in essere fino a 15 anni, facendo leva sull’attuale quadro normativo che consente l’utilizzo delle garanzie del Fondo Centrale all’80% concesse ai sensi del regolamento sul “de minimis”.

Inoltre, il Gruppo Intesa Sanpaolo sta pianificando nuove modalità per sviluppare con ciascuna impresa soluzioni per estendere ulteriormente, anche oltre i 15 anni, la durata dei finanziamenti in corso.

  1. Investimenti per la transizione tecnologica

Il secondo pilastro del piano punta a supportare nuovi investimenti per favorire il rinnovamento tecnologico, la transizione digitale, l’innovazione e la ricerca industriale delle PMI. Le soluzioni e la consulenza di Intesa Sanpaolo accompagneranno le imprese nel cogliere i benefici offerti dal piano Transizione 4.0 della Legge di Bilancio 2021, facendo leva sulle misure fiscali previste per chi investe, in coerenza con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan).

Per garantire una efficace e tempestiva realizzazione dei progetti delle PMI, la strategia di Intesa Sanpaolo include l’affiancamento di partner di rilievo, in grado di accompagnare il piano di investimento dalla sua ideazione alla valutazione ex post.

  1. Investimenti per la transizione sostenibile

Altra fondamentale area di intervento è il percorso di accompagnamento alla transizione sostenibile delle imprese, dedicando misure per finanziare investimenti in ottica ESG ed economia circolare. La trasformazione delle imprese in chiave di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) accresce infatti il valore della loro competitività, al tempo stesso l’adozione di modelli di business “circolari” sarà un fattore fondamentale per la crescita e il rilancio dell’economia italiana.

Su queste premesse sono già attivi i nuovi S-Loans, che si affiancano al plafond destinato da Intesa Sanpaolo ad investimenti in Circular Economy. Si tratta di una linea specifica di finanziamenti volti a supportare le iniziative delle imprese verso la transizione sostenibile, che in pochi mesi dalla loro introduzione hanno già messo a disposizione oltre 800 milioni di euro per progetti realizzati da piccole e medie imprese.

Un’ulteriore linea verso la transizione sostenibile riguarda gli interventi a favore dell’efficientamento e della riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano. Intesa Sanpaolo ha attivato, fin da agosto 2020, soluzioni per l’acquisto dei crediti fiscali legati al Superbonus previsto dal Decreto Rilancio. In pochi mesi il Gruppo ha raccolto richieste da parte delle imprese per oltre 13.000 progetti di riqualificazione per un controvalore di 1,8 miliardi di euro, che salgono a 35.000 includendo anche le richieste dirette da parte di privati e condomìni.

  1. Finanza strutturata e straordinaria

Il rafforzamento dell’offerta e delle strutture consulenziali dedicate a operazioni di finanza straordinaria per PMI rappresenta una ulteriore area di intervento di ‘Motore Italia’. L’obiettivo è favorire la crescita dimensionale delle imprese attraverso operazioni di M&A, rafforzamento patrimoniale o soluzioni di finanza innovativa quali l’emissione di bond. La nuova proposta di Intesa Sanpaolo è in grado di assecondare le evoluzioni del contesto di mercato, essendosi dotata in IMI CIB di una struttura per la finanza straordinaria dedicata alle PMI, che riserva un servizio di assistenza dalla nascita del bisogno fino all’execution dell’operazione, analogamente a quanto viene usualmente fatto con le imprese di grandi dimensioni. L’offerta è ulteriormente rafforzata in quanto include strumenti finanziari innovativi e bond con garanzia pubblica e contribuisce a rafforzare il legame delle imprese con gli interlocutori istituzionali. Grazie alla collaborazione con Elite di Borsa Italiana, sono già state avviate esperienze come i basket bond e Elite Lounge per le PMI.

Si tratta di un supporto specialistico innovativo dedicato alle PMI rispetto a una operatività di norma riservata solo alle aziende di grandi dimensioni, che ha già sostenuto oltre 300 deal per un controvalore di oltre 4,5 miliardi di euro.

  1. Soluzioni non finanziarie e partnership qualificate

Il quinto pilastro del Piano mette a disposizione delle PMI strumenti per favorirne l’orientamento alla digitalizzazione e allo sviluppo anche attraverso servizi non finanziari. Per colmare il gap in ambito digitale, Intesa Sanpaolo ForValue e le sue società partner offrono alle imprese supporto nel posizionamento digitale per rafforzarne la presenza sul web e garantirne la competitività nel mercato attuale e potenziale.

Inoltre, grazie alla nuova realtà operante nel Gruppo, Intesa Sanpaolo RentForyou, le PMI potranno optare verso il noleggio operativo a lungo termine come soluzione alternativa all’acquisto dei beni strumentali.

LO SCENARIO MACROECONOMICO E LE LEVE PER UN RILANCIO DELLA CRESCITA a cura della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo

Secondo lo studio presentato da Giovanni Foresti, responsabile Coordinamento Economisti Territoriali presso l’Ufficio Industry Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, per il biennio 2021-22 è previsto un graduale ritorno alla normalità con una ripresa più stabile a partire dal terzo trimestre. Negli Stati Uniti le vaccinazioni procedono a velocità accelerata rispetto all’Europa e l’immunità di gregge potrebbe essere raggiunta in luglio. La crescita globale del PIL è vista al 5,3% nel 2021, dopo il -4,1% del 2020 con un ruolo trainante di Asia e Stati Uniti. I flussi commerciali internazionali sono previsti in netta ripresa al +12,4% dopo il -9,4% del 2020.

La ripresa dell’economia italiana sarà parziale rispetto alla caduta del PIL subita nel 2020 (+3,7% dopo -8,9%). Nel Triveneto prospettive favorevoli per le filiere del farmaceutico, del commercio di beni di prima necessità e dell’agro-alimentare. E’ atteso un buon recupero per il settore delle costruzioni, grazie all’ecobonus, che spinge anche la domanda della filiera del metalli.

Sarà importante però porre subito le basi per una crescita stabilmente più elevata e sostenibile, una volta terminati gli effetti legati agli investimenti del programma Next Generation. Per l’Italia è essenziale realizzare riforme che accrescano la produttività e il potenziale di crescita: occorre intervenire nel campo della P.A., della giustizia civile, del fisco e della concorrenza. Un altro fattore di supporto è rappresentato dall’eccesso di risparmio che si è creato nel 2020. Se infatti il tasso di risparmio delle famiglie tornasse quest’anno ai livelli del 2019, ne deriverebbe una crescita aggiuntiva sui consumi pari a 80 miliardi di euro.

Le misure di policy hanno ridotto il fabbisogno di liquidità e fatto decollare i prestiti alle imprese: nel corso del 2020 il flusso netto di prestiti alle società non-finanziarie è stato pari a 63 miliardi, sostenuto dai prestiti con garanzia pubblica. Ciò ha dato una forte spinta alla crescita dei depositi delle imprese, in presenza di una leva finanziaria in aumento ma meno di quanto accadde con la crisi del 2011. Ci sono dunque le condizioni economico-patrimoniali per una ripresa degli investimenti.

Un reale cambio di passo sarà possibile solo aumentando significativamente gli investimenti, soprattutto immateriali. In Veneto, il livello degli investimenti fissi lordi nel 2019 è circa il 9% in meno rispetto al 2008, in Friuli Venezia Giulia il 16% in meno (in linea con l’Italia) mentre in Trentino Alto Adige è cresciuto (+12%) ma meno che in Germania (+20%). Se avessimo mantenuto la stessa dinamica tedesca, avremmo avuto a livello nazionale 128 miliardi di investimenti in più, di cui 13 nel Triveneto che si traducono in circa 9,5 miliardi per il Veneto, 3 per il Friuli-Venezia Giulia e 0,7 per il Trentino Alto Adige. È necessario investire sul green e sul digitale. Anche su questo aspetto emerge un ritardo, sia a livello italiano che territoriale: secondo una survey condotta da Intesa Sanpaolo presso la rete di gestori imprese e aziende retail, nel 2020 nelle 3 regioni l’incremento nell’adozione delle soluzioni digitali è stato più accentuato per lo smart working, ma meno per quanto riguarda gli aspetti della logistica, dei processi produttivi, dell’e-commerce e del marketing digitale, soprattutto per le imprese di minori dimensioni. La transizione ambientale è una straordinaria opportunità per accelerare la crescita e renderla più sostenibile, interrompendo lo sfruttamento delle risorse naturali e ambientali. Essere sostenibili conviene: anche per le aziende manifatturiere del territorio vale la relazione secondo cui una maggior attenzione all’ambiente si traduce in risultati economico-reddituali migliori. La transizione green diverrà sempre più forte e desiderata dalle popolazioni in particolare da quelle più giovani.

È in continua crescita la domanda di investimenti che tengano conto dei fattori ambientali, sociali e di governance: i fondi d’investimento sostenibili, a livello globale, hanno raggiunto asset totali per un controvalore pari a 1.000 miliardi di dollari e sono cresciuti del 35% rispetto a fine dicembre 2019.

www.intesasanpaolo.com

 

 

 

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