lunedì , 26 Aprile 2021

Confartigianato Imprese Vicenza: Carla Lunardon (Pulitintolavanderie) “il calo del fatturato in Veneto è di oltre 56 milioni di euro

Profondo rosso per le lavanderie del Veneto

Carla Lunardon (Pulitintolavanderie): “il calo del fatturato in Veneto è di oltre 56 milioni di euro (-46,5% rispetto il 2019)”!

Con il decreto Sostegni una nostra impresa tipo che fattura 120.000 annui con una perdita di 56.000 euro (46,5%) riceverà 2.333 euro di ristoro

Anche per le pulitintolavanderie è profondo rosso. La recessione scatenata dalla pandemia da Covid-19 ha avuto pesantissimi effetti. Nel 2020 in Veneto il comparto della lavanderia e pulitura di articoli tessili e di pelliccia, consta di 1.466 imprese. Nel comparto è consistente la quota di lavoro indipendente. Le micro e piccole imprese (MPI) del settore, che con 926 laboratori ne rappresentano oltre il 63,2%, secondo le analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato si stima che nel 2019 abbiano generato un fatturato pari a quasi 120 milioni di euro. Con la crisi Covid-19, nel 2020, il fatturato delle MPI venete del settore ha registrato minori ricavi per 56 milioni di euro (-46,5%) nell’anno della pandemia.

“Dopo la delusione della nostra esclusione dal decreto ristori ter che aveva però inserito le nostre “sorelle” industriali, –denuncia Carla Lunardon Presidente delle Pulisecco di Confartigianato Imprese Veneto e nazionale– avevamo riposto molte speranze nel decreto sostegni che prometteva, tra lee altre cose, il superamento dei codici ATECO. Ma la nostra speranza è stata profondamente delusa. Con le regole adottate infatti, se simuliamo un nostro laboratorio artigiano, che fino al 2019 aveva un fatturato annuo di circa 120.000 euro e che nel 2020 lo ha visto calare a 64.000 euro (con un taglio di ricavi del 46,5%) riceverà appena 2.333 euro di ristoro. Il dimezzamento delle presenze turistiche –prosegue– associato a restrizioni sulla mobilità delle persone nell’anno della pandemia ha influito sull’attività di ristoranti e alberghi e sull’utilizzo – e la relativa manutenzione – di capi di abbigliamento. La chiusura degli impianti sciistici ha ridotto la manutenzione dell’abbigliamento tecnico, il diffuso utilizzo di smart working e la cancellazione di eventi e cerimonie ha ridotto l’utilizzo del vestiario di più elevata qualità, su cui viene richiesto un maggiore utilizzo dei servizi di pulitintolavanderia”.

“In questo momento così difficile per tutti noi, per il nostro Paese, –dichiara-, voglio ribadire il ruolo fondamentale del nostro comparto: non a caso nel susseguirsi dei DPCM, la nostra attività è sempre rimasta tra quelle autorizzate ad operare. La manutenzione e pulizia dei capi di abbigliamento è un servizio decisamente essenziale, l’attività delle pulitintolavanderie assumere un ruolo professionale strategico nella sanificazione e nel contenimento del contagio. I livelli di pulizia garantiti dalle pulisecco artigiane tradizionali, come certifica una nostra ricerca voluta eseguita dagli autorevoli centri di analisi, Ritex e Fratini, tramite importanti test microbiologici”.

Oltre alla crisi da Covid -19, prosegue la Presidente, il settore soffre la presenza di attività che lavorano, troppo spesso, nei coni d’ombra della legalità e della libera concorrenza del mercato. Se le lavanderie tradizionali sono chiamate a rispettare una lunga serie di vincoli e di requisiti professionali e ambientali, oltre agli oneri burocratici e alle autorizzazioni per l’attività imprenditoriale svolta, le lavanderie self-service, invece, dovrebbero limitarsi all’attività commerciale di noleggio di lavatrici e attrezzature professionali. Il lavoro, poi, spetterebbe al cliente, che non potrebbe avvalersi dell’aiuto dello staff. Il condizionale è d’obbligo, però, perché troppo spesso questo non avviene. Per questo motivo, Confartigianato Pulitintolavanderie sta chiedendo da tempo maggiori controlli e una distinzione netta ed univoca di due attività, divise da un confine fin troppo facile da eludere. Ci auguriamo tutti che con l’arrivo dei vaccini, col diminuire dei contagi, conclude Carla Lunardon, tutte le attività riprendano a lavorare per la salute delle nostre imprese e per l’economia del nostro territorio.

vi segnaliamo

  • che la presidente Lunardon è vicentina e presidente della categoria anche per Confartigianato Imprese Vicenza;
  • che nel 2020 il comparto della lavanderia e pulitura di articoli tessili e di pelliccia della provincia di Vicenza è costituito da 238 imprese registrate che danno lavoro a 605 addetti. Di queste, 157 sono artigiane (pari al 66% del totale) con 400 addetti.
Carla Lunardon
Carla Lunardon

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