Una sciocca coerenza

Vicenza – C’è una citazione di Ralph Waldo Emerson che suona così: «Una sciocca coerenza è lo spauracchio delle piccole menti». Benché la coerenza sia generalmente positiva, ne esiste una varietà sciocca da evitare. È di questa tendenza automatica e inconsulta alla coerenza che parlava Emerson ed è proprio da questa che dobbiamo guardarci, perché ci espone ai trucchi di chi vuole sfruttarla a proprio vantaggio.

Un caso particolarmente memorabile di “sciocca coerenza” risale a vari anni fa. Era un pomeriggio d’estate e mi trovavo a casa di un amico per organizzare un’impegnativa escursione in montagna per il weekend. Ad un certo punto suonò il campanello. L’amico e padrone di casa andò ad aprire. Si trovò di fronte una bella ragazza, molto vistosa e in abiti succinti, chiedendogli di partecipare a un «sondaggio sulle abitudini di spesa per spettacoli e divertimenti». Ebbi l’impressione che l’amico volesse fare bella figura esagerando un po’ nelle sue risposte: ne veniva fuori il ritratto di un giovane brillante, che usciva quasi tutte le sere, frequentava i buoni ristoranti, il teatro e i concerti. 

A questo punto scattò la trappola: la graziosa fanciulla gli offrì a caro prezzo la tessera di un club che dava diritto a sconti su tutte quelle belle attività, con un considerevole risparmio annuo sul totale del suo bilancio immaginario per divertimenti e svaghi. Ricordo benissimo lo sconcerto che traspariva dal linguaggio del corpo che conta più delle parole, ma l’amico non riusciva a trovare una via d’uscita: rifiutare l’offerta a quel punto significava passare da bugiardo, oppure da sciocco. Così pagò la sua tessera d’iscrizione, pur sapendo che la situazione era stata preordinata per incastrarlo grazie al bisogno di essere coerente.

Orbene, sappiamo che in Veneto (e non solo lì) esiste un diffuso sentimento di avversione verso le inefficienze, la disorganizzazione, la burocrazia, la corruzione dello Stato italiano, e l’insopportabile arroganza della sua partitocrazia che è in continuo alterco su tutto, meno che sull’autoerogazione di privilegi e rendite politiche. In un contesto in disfacimento; di povertà materiale; di rapidissimo ed inevitabile crollo morale, a una stupida, consapevole e tronfia ignoranza, giungeremo ad un “come dovevasi dimostrare”  levato da un coro di giustificata e pernacchiesca disapprovazione 

Si aggiunga: i partiti pseudo autonomisti-indipendentisti che si presenteranno alle prossime elezioni, quando il superamento dell’emergenza Codiv-19 lo consentirà, e che dichiarano di voler imitare la Südtiroler Volkspartei (SVP) cercheranno di far leva sulla “sciocca coerenza” che l’elettorato ha dimostrato di seguire nel votare massicciamente per svariati referendum (molti peraltro: consultivi), l’ultimo dei quali è quello per l’autonomia svoltosi nel 2017, ad oggi del tutto disatteso; sapendo già da ora che quando la predetta autonomia sarà concessa risulterà insoddisfacente. 

Ma non basta, eh no…! Nel momento del caos e della massima disorganizzazione, che si va a proporre… 

  • il vuoto ripieno di nulla. 
  • in un marasma generale come quello in cui annaspiamo ormai da anni, non basta essere onesti, coerenti e nemmeno così schietti da prospettare in sincerità le situazioni per trovare soluzioni legittime; eh no…! Il demagogo continua a piacere, anche perché le scappatoie che lui offre, qualcun altro deve poi metterle in pratica, il celeberrimo utile idiota, il necessario parafulmine su cui scaricare gli eventuali fulmini dell’inquisizione. 

Ed ecco appunto che qualcuno pensa di riproporre il referendum per l’indipendenza:

(Arv) Venezia 31 lug. 2019 – “Dopo 650 giorni di prese in giro da parte del Governo sulla questione autonomia, usiamo le armi che abbiamo a disposizione per farci rispettare. Ho chiesto ai colleghi capigruppo in Consiglio Regionale di sostenere la mia richiesta al Presidente della prima commissione di calendarizzare la PDL per l’indizione del referendum per l’indipendenza del Veneto come arma di pressione per costringere il Governo a prendere sul serio la richiesta di autonomia che viene dal nostro territorio” Antonio Guadagnini capogruppo consiliare regionale di SiamoVeneto (oggi Partito dei Veneti. Ndr) interviene nel dibattito sul processo autonomista. “Sono convinto che se facciamo partire l’iter per l’approvazione di questa legge – continua Guadagnini – il Governo sarà messo nelle condizioni di non poter più tergiversare. Ritengo questa iniziativa un atto politico di grande impatto; e penso sia il modo migliore per far capire il nostro estremo disagio di fronte al comportamento inaccettabile che il Governo ha assunto su tale vicenda.” 

Questo “filo di fumo” politico pretende di usare “armi” che non esistono. Che la Corte costituzionale ha già bocciato. Che protervamente reclama di cambiare il Governo con il consenso del Governo. Tutto ciò sembra fatto apposta per favorire i politicanti, perché così l’elettore sarà indotto a scegliere il meno peggio, cioè la partitocrazia inefficiente, corrotta e scialacquona. In realtà la democrazia poggia su dibattiti di idee, su metodi di verifica rigorosi ma che sono biodegradabili. Tutto questo è un insieme complesso. Ma lasciare che persista una politica unicamente basata sulla propaganda, rimanda alla mente la figura di Diafoirus (il ciarlatano del “Malato Immaginario” di Molière), ed essa è diventata pericolosa perché provoca crisi di ogni tipo. 

In conclusione la domanda potrebbe essere questa: quanti aspiranti all’indipendenza del Veneto risulteranno elettori che per una “sciocca coerenza” legittimeranno con il proprio voto questo modo di far politica?

Enzo Trentin

Un commento

  1. Purtroppo finché non ci sarà consapevolezza tra il mondo indipendentista, che solo con la nascita di una grande e forte Unione indipendentista di tutti i Popoli italici, saremo nelle mani della partitocrazia corrotta e del malaffare italiana.

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