Swing italiano

Vicenza – Se do un’occhiata ai social li trovo pieni di legittimo rancore. In questo periodo di confinamento forzato e di privazioni, ci si lamenta dei soldi che non arrivano, che se arrivano sono pochi, che quelli del comparto pubblico arrivano sicuri, e quelli immeritati dei politici adesso più che mai sono rubati. Ma se gratti appena la superficie della rimostranza, la colpa dei propri guai è attribuita ai personaggi sbagliati.

Da quando sono usciti dalla mente di Grillo, i 5 stelle hanno indicato un programma agli italiani e adottato un’etica politica. Si può essere anche in disaccordo col programma, ma bisognerebbe almeno indicarne uno alternativo. Invece gli avversari hanno segnalato ciò che i grillini non sono. E dunque, che non sono capaci. Ottimo argomento se la politica fosse fatta solo di comprovate abilità. Ma la politica è l’arte della volontà, di quella “generale”, se ci fosse un popolo che riconoscesse il proprio interesse.

E allora vai a spulciare quante fesserie hanno fatto finora i loro denigratori. E trovi, che dalle amministrazioni comunali a quella europea, i competenti hanno combinato un mucchio di disastri tenuti malamente nascosti dalla loro stampa. Perciò, sebbene i 5 stelle siano gli unici a studiare, restano dei bavosi ignoranti. Bavosi perché troppo giovani. Dunque inesperti. Pertanto incompetenti. Quando ti affibbiano un nomignolo fai fatica a togliertelo di dosso.

Il consenso è una coincidenza di benefici. Al popolo si promettono i bottoni e per sé si tiene il resto del cappotto. E se capisci che la media popolare ha il Q.I. di una scimmia arboricola, la memoria di un 90enne, e la cultura di un bambino di 4 anni, non perdi tempo a dimostrargli come e perché. Ma soprattutto, se scopri ciò che è veramente il popolo, cioè un grande obeso che tenta di fare atletica con la Democrazia, allora sicuramente ti fai tentare di vuotargli le tasche con pochi giochi di prestigio.

Ma restiamo in argomento. Gli adepti di Meloni, della Lega, di tutto il centrodestra hanno fatto girare da qualche settimana la notizia che hanno fatto donazione di parte del loro stipendio. Parbleu! Si sono scatenati i fans  sulla probità dei loro beniamini e sulla necessità di una legge ad hoc. Istantaneamente delle donazioni non ha parlato più nessuno. Anche Vito Crimi a fine marzo aveva fatto un appello sul “Blog delle Stelle” per una legge sul taglio degli stipendi dei parlamentari. Nessuno gli ha badato manco di striscio. Eppure loro si tagliano lo stipendio già da sette anni.

Però il popolo, furbo, non bada a chi fa le cose, ma a chi le dice. Non a chi risana i bilanci che i competenti avevano devastato, ma a chi racconta loro che ci stanno mettendo troppo tempo. Non vede le retate che la magistratura fa in casa dei partiti, le colonne di politici ammanettati, ma le due carriole di sterro del padre di Di Maio. Non gli viene in mente che dopo 30 anni di minacce per risolvere il conflitto d’interessi nessuno sia riuscito a fare una legge, ma che la legge sul reddito di cittadinanza sia una spesa inutile. E poi qui l’elenco si farebbe lungo…

Già! Non sono solo i padroni taccagni, gli autosfruttati delle partite Iva, i lavoratori garantiti pubblici e privati a non essere d’accordo col reddito di cittadinanza, ma anche nullatenenti senza occupazione, che recitano a pappagallo la canzone dei meriti sociali, delle retribuzioni sudate e guadagnate. Dal suo rifugio di Châteauneuf-de-Grasse solo Silvio può sapere cos’è il popolo. Ai suoi tempi era un vecchio egoista rancoroso che non sapeva dove fare la spesa, né sapeva che farsene dei lunghi pomeriggi. E mi pare che non sia cambiato. Ma allora, se questi qui non vi stanno bene, richiamate in servizio il trio Lescano.

Giuseppe Di Maio

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