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“I bancari non sono lavoratori di serie B”

I sindacati dei dipendenti degli istituti di credito scrivono al presidente della Regione Veneto Luca Zaia: i bancari non sono lavoratori di serie B, avvertono, e chiedono tutele subito…

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Mestre – In questi ultimi giorni stiamo assistendo ad un “inasprimento” delle norme che regolano la vita di relazione dei cittadini in questo periodo di pandemia. Molte Regioni, molti Comuni, purtroppo ancora in ordine sparso, hanno emesso ordinanze che fissano l’obbligo per tutti i cittadini che si trovano in un luogo pubblico di indossare guanti e mascherine. Vogliamo precisare che come Sindacati dei lavoratori del credito e delle assicurazioni siamo assolutamente favorevoli all’introduzione di ogni sistema di protezione, a tutela dei cittadini, e ovviamente dei lavoratori.

Purtroppo dobbiamo constatare che queste iniziative sono ancora lasciate alla discrezionalità delle singole Amministrazioni, in quanto manca un piano complessivo a livello nazionale, anche per l’incapacità dello Stato di fornire questi strumenti gratuitamente a tutti i cittadini. Negli istituti bancari ci sono ancora ritardi nella fornitura di tutti i DPI previsti nel protocollo di settore per tutelare la salute dei lavoratori e delle lavoratrici.

Lo scorso 3 aprile il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha emesso un’ordinanza in cui fissa “l’obbligo per tutti gli esercizi commerciali, anche all’aperto, di ammettere e far circolare solo soggetti con mascherine e guanti, verificando la copertura di naso e bocca, di perimetrazione dell’area, di mantenimento di un unico accesso e di ogni strumento per evitare gli assembramenti”.

Non possiamo non chiederci se questa disposizione, sacrosanta, valga anche per le Banche. Noi siamo ovviamente per il sì, ma allora sarebbe opportuno che il Governatore lo specificasse chiaramente. Infatti non avrebbe nessuna logica imporre ad un cliente di un supermercato di poter accedere allo stesso solo se dotato di guanti e mascherine, e non prevedere lo stesso obbligo per chi accede invece nei locali di una Banca o di una Assicurazione. L’integrità fisica deve essere garantita a tutti allo stesso modo. Non ci possono essere differenze nella tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici! 

I bancari, assicurativi ed esattoriali, al pari di molte altre categorie di lavoratori, stanno pagando duramente queste incertezze normative, queste imprecisioni, queste “dimenticanze”, con un elevato numero di contagi, che si sarebbero potuti evitare se solo si fosse stati un più attenti, obbligando tutti i datori di lavoro a fornire adeguate protezioni al personale come più volte denunciato dalle organizzazioni sindacali, ed imponendo alla clientela gli stessi obblighi che si chiedono ai consumatori dei supermercati.

I lavoratori del credito e delle assicurazioni sono consci di prestare un servizio di pubblica utilità, ma questo non vuol dire mandarli allo sbaraglio, ad affrontare rischi che si possono limitare, se non azzerare. Chiediamo pertanto che per il comparto del credito e delle assicurazioni valgano le stesse norme restrittive applicate a tutti gli altri settori che svolgono attività aperte al pubblico, se del caso predisponendo anche specifichi controlli sui luoghi di lavoro, per verificare il rigoroso rispetto delle prescrizioni.

Le segreterie regionali Fabi, First, Fisac, Uilca, Unisin 

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