Palazzo Chigi, sede del Governo
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DL 8 aprile, il commento di Confindustria

Vicenza – “Certo, non ha aiutato, usando un eufemismo, vedere il testo del decreto ben due giorni dopo l’annuncio fatto in pompa magna in prima serata, quando invece la liquidità e il credito sono due temi urgentissimi che hanno bisogno di estrema concretezza. Sarebbe bello che la prassi fosse che prima viene il testo normativo e poi l’annuncio, o almeno in contemporanea, tanto più in tempi di incertezza e bisogno come questo”.

Sono parole di Mirko Bragagnolo, delegato per credito e finanza di Confindustria Vicenza, a commento del decreto legge 8 aprile 2020, che contiene, tra le altre cose, importanti misure per sostenere la liquidità delle imprese. “Il punto è – ha aggiunto Bragagnolo – che questo testo, oltre ad essere lungamente atteso, ha dei risvolti decisivi per la vita delle imprese. Sapere che la liquidità arriva oggi, tra 15 giorni o tra 6 mesi fa tutta la differenza del mondo”.

“Le cifre destinate a credito e garanzie – continua, entrando nel merito della situazione, – sono sicuramente importanti e questo è un bene perché, per lo meno, si riconosce che questo lockdown e il danno che si sta venendo a creare nelle catene globali del valore avranno ripercussioni inimmaginabili sulla liquidità, e non solo, delle imprese. Chiaro comunque che si sta trattando di indebitarsi, sia dal lato del privato che del pubblico, e quello di uscire dall’emergenza favorendo l’indebitamento di aziende che restano chiuse non è una vera soluzione ma solamente un primo aiuto per non chiudere per sempre. Far debiti non producendo creerà difficoltà, poi, nel reperire liquidità per fare investimenti, tornare sui mercati e riconquistarsi quelle posizioni perse perché, mentre noi siamo immobilizzati, competitor internazionali, a partire dalla Germania, in alcuni campi non si sono fermati. O sicuramente non come noi”.

Quindi è la volta dei numeri: “In un decreto che interessa la liquidità, il fattore tempo è fondamentale. Bisogna portare subito questa liquidità alle imprese. Questo passaggio è fondamentalmente ora nelle mani delle banche, del Fondo Centrale di Garanzia e di Sace. Ma, soprattutto per le PMI, il ruolo delle banche sarà fondamentale. Auspichiamo, visto che in fin dei conti le garanzie statali sono per lo più del 100% e del 90%, che ci sia la disponibilità a valutare le richieste con rapidità e benevolenza verso le imprese che vogliono assolutamente ripartire. Rilevante, poi, che garanzie importanti siano state messe a disposizione anche delle imprese medio-grandi che in un primo momento parevano dimenticate”.

Sul debito e il ruolo europeo: “I 6 anni di ammortamento non sono quelli che speravamo, una tempistica più lunga avrebbe aiutato non poco soprattutto nella prima fase che sarà quella più difficile. Chiaro però che bisogna dar atto che lo sforzo è importante e che non si possono fare i miracoli con il debito che questo Paese ha raggiunto tra sprechi e la mala gestione complessiva degli ultimi decenni che ora stiamo pagando in un sol colpo. In questo senso l’acquisto di debito italiano da parte della BCE è sicuramente un atto importante, ma è necessario che al più preso l’Europa batta quel colpo che manca e che, sinceramente, sta facendo venir meno la fede di molti verso alcuni partner con cui dovremmo remare insieme e che invece si stanno mettendo di traverso”.

Come tutto quel che sta succedendo in queste settimane, Bragagnolo conclude sulla straordinarietà della situazione: “In fin dei conti, si chiede alle imprese di indebitarsi per rimanere, in molti casi, chiuse. Sono sicuro che tutti faremo lo sforzo che serve per senso di responsabilità verso le persone che lavorano in azienda, in primis, e i fornitori. A tal proposito auspico che non ci siano furbetti che approfittano della situazione per fare insoluti di fine mese. La serietà e la correttezza sono l’unica strada per uscire da questa crisi”.

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