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Se ne fregano, di noi e del virus…

Vicenza – Non se fottono un cazzo. Salvini, Meloni e il resto del centrodestra, inclusa la cornice di reti televisive, giornali e commentatori al seguito, sparano sterco sul governo e sul presidente del Consiglio. Li tacciano di incapacità, di errori gravi, di partigianeria, di leggerezza, di centralismo accentratore, di fascismo. Tanto incalzante è questa carrellata di scempiaggini che hanno persino trascurato il loro nemico giurato, il M5S, per loro ormai defunto e scaduto ad avversario marginale, offuscato dal nemico numero uno: Giuseppe Conte.

L’emergenza che il mondo sta vivendo è il maggior argomento dei giornali, della politica, dell’economia, e delle chiacchiere della gente, che in mancanza di aggregazioni presso bar e osterie si affolla sui social e sui commenti a pié d’articolo. E’ evidente che il presidente del Consiglio, il capo politico d’Italia, il terminale dei provvedimenti e della responsabilità amministrativa, abbia una visibilità e un’importanza maggiori che in ogni altro momento della nostra vita politica. Non ne parliamo poi se consideriamo l’eccezionalità della sfortuna per avere importato il contagio in maniera massiccia e per averlo disgraziatamente allevato sul territorio nazionale.

Del Covid 19 non sapeva nulla nessuno fino a qualche mese fa. E non lo sapevano nemmeno virologi ed epidemiologi. Insomma, sapevano solo della sua esistenza, ma nessuno di loro sapeva più d’una mezza cippa. Tanto che ancora adesso ci si spertica sulla genesi della sua comparsa: importazione animale, o prodotto di laboratorio. Nell’uno o nell’altro caso adesso abbiamo il compito di trovare un vaccino, e intanto una o più d’una cura, restando al riparo dal suo contagio. Ma la perentorietà con cui snocciolano le accuse al governo Salvini e Meloni, fa pensare che quei due e le loro congreghe sappiano tutto, dalla genesi del virus, alla cura definitiva, passando per l’opportuna strategia.

La ridicola parte in scena di Salvini che nell’ultimo mese a chiacchiere ha chiuso e aperto mille volte le frontiere, le fabbriche, i bar e i negozi di ferramenta, seguìto e anticipato dai suoi scherani al comando della Lombardia, è seconda solo a quella ancora più incredibile della bionda di borgata che ora pretende un Parlamento quale sola unità di crisi per la nazione. No, non è possibile! Non è un messaggio politico per me, o per voi (spero). Dev’essere un messaggio per gente totalmente decerebrata. Gente distratta e impaurita, che nel passato ha regalato incautamente alla nana bionda attenzione e simpatia, e che ora la rende destinataria di ‘ste boiate.

Non era Meloni ministro senza portafogli della “Gioventù” durante l’ultimo governo Berlusconi? E non era quest’ultimo che si lamentava della pletora perniciosa del Parlamento, che per approvare una legge faceva viaggiare un testo 2 o 3 volte tra Camera e Senato, per approdare alla fine ad un nulla di fatto? Non è Meloni propugnatrice di una dirigenza tanto forte da voler marginalizzare l’intero dibattito democratico? Ma forse mi sbaglio. Forse l’infanta del centrodestra è reduce da un’assemblea permanente di potere al popolo, ancor prima che questa diventasse un partito.

E forse mi sbaglio ancora: quella era una buona idea. Mi dispiace solo per la nutrita percentuale di grillini innocenti, giacché poteva essere l’occasione per liberarsi definitivamente di certi figuri, dopo averli visti per la prima volta in Parlamento. Non bisognerebbe essere così caustici, non bisognerebbe augurare il male fisico a nessuno. Ma questi nessuno se ne fregano di noi, dell’Italia, del suo virus, del suo presidente e di chi si sta prendendo tutte le responsabilità come nessun politico aveva mai fatto finora. Come non augurare loro di pigliarsi uno di quei proiettili vaganti coronati, se loro porcate e gli ultimatum, già insopportabili in tempi di pace, adesso sono per noi così funesti?

Giuseppe Di Maio

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