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Vicenza, polizia locale in stato di agitazione

Polizia locale Vicenza, un agente è contagiato

Vicenza – Un operatore della polizia locale di Vicenza, a casa dal lavoro già da dieci giorni, è risultato positivo al tampone per il coronavirus, dopo un test effettuato nei giorni scorsi. L’operatore sta bene ed in questo momento si trova in isolamento fiduciario. Per precauzione, sono rimasti a casa anche alcuni colleghi, che hanno lavorato a stretto contatto con lui. La conferma arriva dal Comune di Vicenza, che assicura anche come “tutte le precauzioni del caso siano già state messe in atto, a partire dalla sanificazione degli ambienti e delle auto in dotazione, peraltro già predisposta prima dell’accertamento della positività”.

“Gran parte del personale amministrativo del comando di contra’ Soccorso Soccorsetto – aggiunge la nota di Palazzo Trissino – sta già lavorando attraverso lo smart working, da casa, mentre la gestione del personale operativo avviene mediante razionalizzazione dei servizi ed avvio dello smaltimento delle ferie in esubero, rispetto alle necessità dell’emergenza. Dispositivi quali mascherine, gel, guanti e tute per affrontare i servizi particolari sono stati distribuiti fin da subito e non sono mai mancati. Per il fine settimana è atteso l’arrivo di altre tremila mascherine, destinate esclusivamente agli agenti di polizia locale”.

“Il servizio – fa sapere l’assessore alle risorse umane Valeria Porelli – verrà garantito anche nei prossimi giorni, diversamente da quanto viene auspicato in una nota da dal sindacato Cub. Non ci prestiamo al gioco di chi sta speculando sulla gravissima emergenza che stiamo vivendo. L’amministrazione sta dando puntuale ed immediata attuazione a tutte le disposizioni inerenti al personale, man mano che queste vengono formalizzate dai vari provvedimenti emergenziali”.

“Quanto al caso di positività riscontrato, non possiamo avere la certezza che il contagio sia avvenuto nel corso dell’attività lavorativa, mentre sulle mascherine non si capisce se il Cub viva sulle nuvole perché è evidente, e sotto gli occhi di chiunque non parli in malafede, la grande difficoltà di approvvigionamento di questi dispositivi”.

“Con riferimento al lavoro agile – prosegue l’assessore – ad oggi è presente negli uffici complessivamente il 30% del personale, percentuale che è destinata a diminuire drasticamente nei prossimi due giorni, quando andranno a regime i provvedimenti attuativi del decreto legge n.18 del 17 marzo 2020. Detto questo, non compete certo al Cub decidere quali siano le prestazioni lavorative indifferibili che necessitano della presenza del dipendente”.

“Quello che è certo – conclude – è che l’amministrazione sta applicando il decreto in modo quanto più esteso possibile, ma è chiaro che non si possono smantellare alcuni servizi di primaria importanza per le fasce più fragili, come gli anziani e i disabili, e per la sicurezza del cittadino. Non erogarli significherebbe non solo far mancare ai cittadini servizi fondamentali ma anche andare contro la legge. L’amministrazione non sta sottovalutando proprio niente ed è impegnata h24 nel far fronte all’emergenza; qualcun altro risponderà alla propria coscienza e ai lavoratori per la strumentalizzazione che viene fatta di questa delicatissima contingenza”.

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