In tempi di coronavirus, anche in conferenza stampa si rispettano le distanze di sicurezza
In tempi di coronavirus, anche in conferenza stampa si rispettano le distanze di sicurezza

Per le donne c’è ancora il “tetto di cristallo”

Vicenza – Sono state rinviate a data che sarà comunicata dopo l’emergenza da Coronavirus le iniziative organizzate dalla Cgil e dalla Fisac Cgil per l’8 marzo. Saltano quindi, almeno per ora, la proiezione del documentario “Sex Story, un viaggio nella percezione del corpo femminile dentro la nostra società attraverso la Tv degli anni ’60 e ’70” ed il successivo dibattito. E’ stato comunicato oggi, in una conferenza stampa, dal Coordinamento donne della Cgil, che ha anche reso noto l’andamento dello sportello molestie e alcuni dati significativi, a livello regionale, che dimostrano come le donne siano ancora pagate meno e abbiano carriere meno meritocratiche degli uomini.

Erano presenti la coordinatrice Marina Bergamin, la segretaria generale del sindacato pensionati Cgil (Spi) Chiara Bonato, Antonella Cunico, formatrice dello Spi, Lucia Marchetto, e Michele Berto (coordinamento donne Fisac regionale e provinciale) con Desiree Ghiotto e Lidia Lazzaretto della segreteria della Fisac (bancari).

“L’Italia – ha ricordato Bergamin – non è un paese per le donne che lavorano: l’occupazione è al 49,5%, in Europa fa peggio solo la Grecia. I maschi occupati nel Belpaese sono il 67% della popolazione maschile. A Vicenza tra l’occupazione maschile (77,1%) e quella femminile (57,3%) vi sono addirittura 20 punti di differenza. E il tasso di disoccupazione in provincia per gli uomini è del 3,9%, per le donne del 7,1%”.

“Secondo il report regionale della Consigliera di parità – ha proseguito la sindacalista -, continua ad esserci il cosiddetto tetto di cristallo, riferito alla carriera lavorativa per le donne. Ogni 100 uomini che fanno i dirigenti vi sono in regione solo 43 donne. La differenza retributiva tra uomini e donne è ancora diversa: mediamente un uomo prende in busta paga circa 150 euro in più. E se è un dirigente addirittura 250 euro in più, mentre se è un impiegato 200 euro di più. In generale in media un uomo guadagna 1700 euro mensili e una donna 1500.

“Le motivazioni sono diverse: tra queste c’è sicuramente il fatto che le donne contrattano meno col datore di lavoro dei maschi; hanno una minor disponibilità di tempo di rimanere sul posto di lavoro per il lavoro di cura casalingo e familiare che grava sulle loro spalle; spesso le donne hanno interruzioni di carriera per motivi che riguardano sempre la cura familiare. Il lavoro di cura familiare investe l’uomo, mediamente, per 9 ore settimanali, la donna per 22 ore settimanali. Poi vi sono gli asili nido che costano troppo, e quindi le giovani mamme stanno a casa”.

Infine, per quanto riguarda lo Sportello antimolestie, i dati aggiornati a febbraio, dal 25 novembre 2018, parlano di 27 casi presi in carico, tra le tante segnalazioni, che hanno interessato 21 donne e 6 uomini, 11 di essi nel terziario e 16 casi nel manifatturiero. Vi sono stati 10 casi di mobbing, 5 casi di molestie, 2 di discriminazione, uno di violenza familiare, uno di conflitti tra Rsu, e infine addirittura uno stupro.

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