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Pensioni, donne penalizzate. Prendono la metà

Vicenza – “Siamo in una situazione di disparità allarmante, perché gli assegni di pensione delle donne ammontano in media al 50% rispetto a quelli degli uomini”. In occasione dell’8 marzo, Chiara Bonato, segretaria generale dello Spi Cgil (sindacato pensionati) di Vicenza e provincia, denuncia la situazione difficile in cui versano le pensionate sul piano del reddito percepito. Se la media da reddito da pensione, nel vicentino, è di 1200 euro mensili, le donne percepiscono infatti un assegno tra i 600 e i 700 euro mensili. Praticamente la metà.

Chiara Bonato
Chiara Bonato

Le cause di questa disparità, spiega la segretaria dello Spi, sono dovute alla discontinuità di carriera di molte donne, per diversi motivi, tra i quali le maternità. L’assegno ha un importo inferiore però anche per le retribuzioni più basse percepite in età da lavoro dalle donne oggi pensionate, e la situazione continua ad esistere. “Percepire una pensione che non ti permette l’indipendenza – continua Bonato – costringe la persona a dover rimanere dov’è, anche laddove si verifichino episodi di violenza in famiglia. Questi casi purtroppo esistono, e sono stati registrati anche dallo sportello anti-molestie della Cgil di Vicenza”.

Un dato statistico equiparabile su tutto il territorio della regione è quello del “Centro veneto progetti donna”, che ha prodotto uno studio per l’associazione Auser a Padova: su 1082 vittime di violenza il 10 % appartiene alla fascia di età delle donne over 70. “Il problema fondamentale – sottolinea la segretaria dello Spi di Vicenza – è che le donne oggi in pensione non si vedono riconosciuto il tempo investito nel lavoro di cura e nella dedizione alla famiglia: è drammatico che tutto questo non valga nulla per lo Stato! Per questo motivo stiamo lottando per sostenere il reddito delle pensioni e difenderlo”.

Su un altro fronte c’è la situazione di coloro che in pensione ci devono ancora andare: “Lo Spi – continua Bonato – si sta impegnando anche per far riconoscere le pensioni alle nuove generazioni che hanno vissuto contratti precari e discontinui. Infatti stiamo lavorando per una riforma delle pensioni che non penalizzi la discontinuità lavorativa”. Merita segnalare, concludendo, che nel vicentino, le pensioni erogate sono in tutto 288 mila, comprese quelle di invalidità. Tolti gli invalidi e i superstiti, le pensioni dirette sono circa 200 mila.

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