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L’età della ragione

Vicenza – Non c’è un solo provvedimento che gli stia bene, se Conte dice 2, Salvini chiede 5. Così la Meloni, e così Tajani. Quando si è cominciato a parlare di virus a Wuhan, il governo ha chiuso gli aeroporti per la Cina, e la maggiore preoccupazione è stata non importare il contagio. Allo stesso modo, anche gli altri paesi, quando è scoppiata l’infezione qui da noi, hanno chiuso le porte all’Italia e agli italiani. Ma non si è capito subito la reale portata dell’emergenza. Non l’hanno capita Salvini, Meloni, Tajani, e Renzi, noti irresponsabili ed eroi col culo degli altri; non l’hanno capita il nostro e gli altrui governi.

Adesso l’hanno capita tutti, persino Johnson e Trump. Non è ancora chiara solo a Salvini, a Meloni, e a Tajani. Questa emergenza non riguarda il numero dei letti in terapia intensiva, non solo, almeno. Questo allarme riguarda la tenuta delle nostre società. La prova? Ursula Von Der Leyen, prima, e Christine Madeleine Odette Lagarde, poi, stanno prendendo provvedimenti solo qualche mese addietro impensabili per le istituzioni continentali. I sette giorni trascorsi dalla conferenza stampa del “non è compito della Bce chiudere gli spread” e quella dei “tempi straordinari richiedono azioni straordinarie”, sono stati il tempo necessario perché anche l’establishment europeo capisse la gravità del momento.

Non è più il tempo di giocare con le vigliaccate ai danni dei paesi mediterranei. E’ invece arrivata l’ora di ripararsi dalla tempesta che può travolgere le nostre società caricate dal peso delle nostre contraddizioni. Virologi e infettivologi si sono finalmente messi d’accordo, e hanno cominciato a convenire su alcuni scenari possibili. Di cui il peggiore può apparire così… Senza il confinamento sociale il contagio sale costantemente. Si infetta il 10% della popolazione. Ciò significa che due o tre milioni di italiani avrebbero bisogno di cure e mezzo milione dovrebbe essere intubato. Il nostro sistema sanitario può dare un posto letto a poco più di un centinaio di migliaia di pazienti e a qualche migliaio in cure intensive.

Tutto il sistema collasserebbe nel giro di pochi giorni. Medici, infermieri e altro personale sanitario, sottoposti a un’enorme carica virale, sarebbero falcidiati in un paio di settimane. Senza cure mediche la letalità del virus aumenterebbe a livelli impensabili. Non si morirà solo in ospedale, ma dappertutto. Sarà difficile portare via i cadaveri dai centri sanitari, impossibile dalle case private. Il contagio salirà velocemente fino a toccare la metà della popolazione. Comincerà a scarseggiare la rappresentanza nelle istituzioni democratiche, con i primi problemi di ordine pubblico.

L’ultima grave epidemia, la spagnola, causò un’ecatombe in una società ancora per buona parte rurale. Oggi la maggior parte della popolazione è urbanizzata, e il problema più grave sarà rifornirsi di cibo. Senza provviste, mancherà l’ordine. E col disordine aumenterà ancora il contagio, ma soprattutto l’autorità dello Stato. Si affievoliranno la legge e la tutela del diritto, saranno attaccate la proprietà privata e la considerazione sociale. Tutta la società potrebbe piombare nel medioevo in un paio di mesi.

Una cosa che in Cina non è successa. Perché in Cina il consenso sociale e politico da cui dipende l’obbedienza alle leggi è molto più alto che da noi; perché le autorità cinesi hanno l’abitudine anche recente di usare mezzi più persuasivi; e infine perché La Cina è un paese 3 volte l’Europa, e durante l’epidemia a Wuhan e nella sua provincia il resto del paese lavorava per loro. Quindi questa emergenza non riguarda solo il numero dei letti per la terapia intensiva, perché anche in Germania, che ne ha 5 volte più di noi, lo scenario del disastro sarebbe lo stesso.

Riguarda invece la tenuta della democrazia, e prima di tutto le istituzioni più recenti, cioè l’Europa e le sue autorità. Ma riguarda anche il più profondo substrato economico, il Capitalismo, che potrebbe (e sta già dando prova di forte inettitudine) non essere in grado di affrontare questa calamità. Questo non è più il tempo di giocare al gioco preferito della specie: non è più il tempo della lotta di classe decisa attraverso il profitto e l’imbroglio. E’ invece il momento di una collaborazione reale per il benessere di tutti, e questo è tanto più vero quanto più è alta la letalità del virus.

Ciò che si fa evidente è che l’Oms non basta, ci vuole un vero governo planetario sulle materie di ordine globale: la sanità e l’ambiente. Quanto è comica e selvaggia in questa cornice la miope opinione sull’eccellenza della sanità lombarda. Quanto è nemica dell’umanità la convinzione sull’esercizio privato della libertà, sulla sconfinata sconsideratezza dell’opposizione parlamentare. Quanto a Salvini, a Meloni e a Tajani e l’intero teatro dell’opinione politica si dovrebbe sospendere la funzione insieme ad altre garanzie democratiche per qualche mese.

Il Capitale fondato sul trucco, sui sogni, e sull’irrazionalità, per ora è stato soccorso dalla volontà a mantenere in vita questo potente motore di disuguaglianza, che è poi il vero obiettivo della nostra società. Ma la cura potrebbe fallire, e il fallimento potrebbe metterne in evidenza lo scheletro. E per quanto strano, potrebbe essere proprio così, attraverso un’epidemia – come nelle settimane di convalescenza seguenti il morbillo giovanile – che l’umanità raggiungerà finalmente l’età della ragione.

Giuseppe Di Maio

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