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“Grave Zaia contro governo su zona arancione”

Venezia – “Abbiamo fatto di tutto per essere collaborativi con la giunta regionale, e lo siamo stati anche quando abbiamo denunciato la sanità privata, che ha continuato ad agire come se non ci fosse l’emergenza, importando pazienti dalla Lombardia, e la Regione, che non ha imposto lo stop agli interventi non urgenti per i pazienti provenienti da fuori regione in mobilità sanitaria. Ora però le cose sono cambiate: con il suo attacco frontale al governo, Zaia ha passato il segno. La sua contrarietà alle zone arancioni di Padova, Treviso e Venezia è un atto irresponsabile, non privo di conseguenze”.

A parlare così sono i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, all’opposizione, che chiedono a Zaia di assumersi le sue responsabilità, avvertendolo che con il suo atteggiamento contrario all’impostazione del governo sta già producendo dei mostri. Si rischia così di creare confusione e  favorire comportamenti non corretti. I tre consiglieri regionali hanno anche presentato un’interrogazione, indirizzata a Zaia, in cui è richiesto al presidente di garantire la massima collaborazione col governo per assicurare la piena operatività del decreto.

“Viene da chiedersi – aggiungono – se a parlare oggi è lo stesso Zaia che quattro giorni fa chiedeva che tutto il Veneto fosse inserito nella zona rossa. Quello che colpisce è che le parole di Zaia e della Confindustria di Padova e Treviso sono i primi nemici dell’economia. Per un motivo lampante: l’economia non riparte se non sconfiggiamo il coronavirus. Gli atteggiamenti antiscientifici di chi dice va tutto bene madama la marchesa rischiano di produrre un ritardo nel nostro obiettivo comune, per il quale dobbiamo tutti marciare uniti: la sconfitta del virus”.

“La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti – concludono Ruzzante, Guarda e Bartelle -, abbiamo a fianco a noi l’esempio di cosa voglia dire una sanità in ginocchio. Sono 2.217 i ricoverati in Lombardia per coronavirus, di cui 399 in terapia intensiva (40 in più nella sola giornata di ieri). Il conto dei decessi è giunto ieri a 257. Sono cifre impressionanti, che danno l’idea della dimensione dell’emergenza che ci troviamo ad affrontare. Non c’è spazio per la polemica, questo è il tempo della responsabilità. Fa specie che il governatore lombardo, il leghista Fontana, attacchi anche lui il governo ma per ragioni opposte, cioè chiedendo misure più restrittive. Almeno si mettano d’accordo”.

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