sabato , 11 Settembre 2021

Coronavirus, l’Italia resta a casa

Vicenza – E’ sicuramente, quello che viviamo, uno dei momenti più difficili della nostra storia recente. Dal dopoguerra, è di fatto la prima volta che ci troviamo di fronte ad una emergenza che limita le nostre libertà essenziali, è la prima volta che non ci si può muovere liberamente. L’importanza di evitare la diffusione incontrollata del coronavirus è tuttavia evidente a tutti, per lo meno a tutti coloro che riescono a pensare con la propria testa e non sono schiavi delle ragioni del portafogli.

E questo, come detto più volte, non per la pericolosità in sé del virus, ma per la scarsità dei mezzi che abbiamo per contrastarlo. Il coronavirus è infatti molto contagioso, si propaga rapidamente, ed in un certo numero di casi, causa forti polmoniti che richiedono cure con apparecchiature per la terapia intensiva, soprattutto ventilatori polmonari per aiutare la respirazione.

Ebbene, in Italia, da decenni la politica, o per lo meno “certa politica”, taglia fondi alla sanità pubblica, mentre favorisce quella privata. Il risultato è che, nei nostri ospedali, non ci sono abbastanza posti di terapia intensiva. In Lombardia, che pure è la regione più attrezzata ma è anche quella più colpita dal virus, si è già quasi al collasso: presto non ci saranno più ventilatori polmonari disponibili e, se il contagio continuerà, i medici dovranno scegliere chi curare chi lasciar morire.

Insomma, è imperativo contrastare il più possibile il diffondersi del virus, e l’unico mezzo per farlo è ridurre al minimo le occasioni di contagio, stare a casa il più possibile (ci si può muovere per lavoro o per cause oggettivamente importanti e lo si deve autocertificare). Giusta quindi la misura del governo di estendere a tutto il territorio nazionale la “zona arancione”, mentre farebbero bene a tacere quelli che continuano a minimizzare il rischio e a tenere troppo d’occhio il fatturato.

Viene prima la salute, all’economia ci penseremo dopo. Tra l’altro, quelli che oggi si stracciano le vesti, pensando ai soldi che si perdono con questo “coprifuoco”, sono gli stessi che hanno voluto e giustificato quei tagli decennali alla sanità che sono forse la causa principale di tutto questo. Ce ne ricorderemo, si spera, quando ritorneremo a votare…

F.O.

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