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Coronavirus, l’agricoltura paga un caro prezzo

Venezia – Ripristino dei voucher semplificati per sopperire alla carenza di lavoratori stagionali, deroghe ai rinnovi dei patentini fitosanitari e delle patenti per il trattore (sono in migliaia quelle in scadenza), proroga della scadenza delle scadenze per le domande di risarcimento per le aziende che hanno subito il fermo sanitario 2018-2019 a causa dell’influenza aviaria, slittamento delle procedure di compensazione dei prelievi quote latte e deroghe dei programmi operativi dell’organizzazione comune del mercato per il vino e per il settore ortofrutta.

Questi alcuni degli interventi tecnici da assumere d’urgenza per le aziende del comparto agricolo che l’assessore regionale all’agricoltura del Veneto, Giuseppe Pan, ha proposto al ministro per le politiche agricole Teresa Bellanova.

“Tra i settori che al momento stanno subendo i danni più pesanti – ha messo in evidenza Pan –, connessi al drastico calo delle presenze turistiche, ci sono le filiere del latte e della frutta e l’intero comparto dei freschi. Il calendario dei lavori agricoli e delle produzioni non è rinviabile. Chi lavora la terra, chi pesca, allevamenti e industrie agroalimentari scontano, oltre al cambiamento collettivo degli stili di vita imposto dai decreti governativi e al crollo delle presenze turistiche, l’incertezza generata dal paventato blocco del trasporto delle merci e gli stop alla ristorazione collettiva. Per questo a denominatore comune delle richieste di tutti gli operatori agricoli c’è quello di una grande campagna nazionale in difesa del ‘made in’ da rivolgere sia ai consumatori italiani sia ai mercati esteri”.

“In questa fase così difficile e critica – ha proseguito Pan – dobbiamo  salvaguardare il cuore produttivo del ‘food&wine’ del Veneto e cercare di non far mancare liquidità alle aziende. Abbiamo quindi indicato al Governo la necessità di azionare subito la leva comunitaria, provvedendo ad anticipare i pagamenti della Pac, ad allentare vincoli, scadenze ed obblighi rendendo inoltre più flessibili i programmi di promozione e sostegno, anche nella scelta dei Paesi verso cui indirizzare i progetti”.

Per quanto riguarda l’Ocm vino per la promozione verso i Paesi terzi, Pan ha chiesto di non applicare la penalità alle cantine e ai consorzi che spendano meno dell’80% delle risorse. “Questo alla luce – spiega – delle difficoltà di realizzazione dei progetti visto che tante manifestazioni e fiere sono saltate. Inoltre servirebbe poter non applicare le penalità se una o più aziende decida di ritirarsi dal progetto”.

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