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Coronavirus, Cgil: “Attacco becero da Confindustria”

Vicenza – “Confindustria non dia lezioni alla Cgil. In una situazione drammatica per il nostro paese e per il mondo, mentre il Papa prega per noi tutti e invita l’umanità a cambiare questo modello di sviluppo che ha fatto ammalare il pianeta, il presidente degli industriali berici non ha trovato di meglio che scagliarsi contro il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, accusandolo  sostanzialmente di voler provocare la chiusura delle aziende”.

Sono parole di Giampaolo Zanni, segretario generale della Cgil berica, commentando una lunga intervista al presidente di Confidustria Vicenza, Luciano Vescovi, apparsa quest’oggi su Il Giornale di Vicenza, un’esternazione che Zanni, a nome anche dei circa 55 mila iscritti al sindacato vicentino, respinge con forza, definendola un “attacco becero e fazioso a Landini”, al quale rivolge invece “piena solidarietà e l’invito a non mollare e a continuare a battersi per la tutela dei lavoratori, dei pensionati e delle fasce più deboli della popolazione”.

“Ho nel cuore – continua Zanni – il dolore di chi in questi giorni ha perso familiari e amici e la sofferenza di chi, come coloro che lavorano nelle strutture ospedaliere e nei servizi essenziali, rischiano la salute per il bene di noi tutti. Per questo riteniamo inaccettabile ed irresponsabile, nel momento in cui il governo, per arginare il contagio, ha stabilito il fermo delle attività produttive non essenziali fino al 3 aprile, quasi tremila imprese vicentine, escluse dalla lista delle attività essenziali, abbiano comunicato di voler continuare a produrre anche in questi giorni nei quali ogni cittadino deve, per il bene di tutti, rimanere a casa”.

“Come Landini, crediamo che la salute di tutti venga prima della produzione, e non perché non abbiamo a cuore il lavoro, che abbiamo sempre difeso, anche con le barricate, come quando qualche industriale ha deciso di delocalizzare le attività la dove gli conveniva di più, ma perché viviamo una vera emergenza sanitaria”.

“Infine, presidente – conclude il segretario Cgil -, inviti la proprietà della Triveneta Cavi, azienda con oltre 400 dipendenti che produce cavi per uso civile ed industriale, attività a nostro avviso non essenziale, a ritirare la richiesta di lavorare anche nella prossima settimana, ed a convocare invece le organizzazioni sindacali per organizzare la ripresa produttiva garantendo la sicurezza dei lavoratori. Questa è la collaborazione che vi chiediamo e che vi offriamo, per il bene di tutti”.

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