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Agente positivo, Fp Cgil: “Maggiore attenzione”

Vicenza – “Apprendiamo che presso il Comando di Polizia Locale di Vicenza un lavoratore è risultato positivo al Covid-19. Esprimiamo la nostra vicinanza al lavoratore coinvolto, e ricordiamo che, fin dallo scorso 11 marzo, data in cui sindacati e Rsu hanno incontrato l’amministrazione comunale per discutere le misure da adottare nella gestione dell’emergenza, abbiamo messo in evidenza i rischi particolari a cui sono sottoposti i lavoratori della polizia locale, in particolar modo quelli impiegati in servizi esterni”.

Non tarda ad arrivare la presa di posizione della Cgil di Vicenza sul caso dell’agente in servizio in città contagiato dal coronavirus. A parlare, per il sindacato di via Vaccari, è Giulia Miglioranza, segretario generale provinciale della Funzione pubblica, che sottolinea la necessità che il personale del comando di contra’ Soccorso Soccorsetto possa sentirsi al sicuro

“Questo richiede – avverte la sindacalista – una costante informazione sulla situazione generale all’interno del servizio e, per questo abbiamo trovato spiacevole che i dipendenti siano venuti a conoscenza dell’evento attraverso notizie di stampa anziché attraverso una formale comunicazione ai dipendenti da parte dell’amministrazione comunale. Il settore della polizia locale è in prima linea nel collaborare con la Questura, per assicurare il rispetto delle norme in una fase delicata e complessa come quella che stiamo affrontando”.

“Questa particolare situazione – conclude la segretaria di Fp Cgil – richiede grande attenzione alle procedure e agli interventi messi in atto per ridurre le occasioni di contagio, ma anche la riduzione al minimo dei servizi a diretto contatto con la popolazione e un maggiore accesso al lavoro agile per i restanti dipendenti. Servono poi informazioni al personale chiare, tempestive, generalizzate. Questi lavoratori, come del resto tutti i lavoratori e le lavoratrici impegnati in queste settimane a fronteggiare l’emergenza, chiedono attenzione e rispetto, chiedono di poter poter lavorare in sicurezza e, a fine turno, di poter rientrare nelle loro abitazioni senza il timore di essere veicolo di contagio per i propri familiari”.

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