“Sviluppo economico in calo. Necessaria l’autonomia”

Venezia – “Il calo degli ordini industriali è preoccupante e il governo non è in grado di dare risposte perché i partiti di governo, sinistra e M5s, hanno visioni contrapposte dell’economia e del sistema produttivo. Il Veneto pretende risposte certe. Oggi più che mai l’autonomia deve essere riconosciuta: sarà il volano per la ripartenza di famiglie e imprese”. Così l’assessore regionale allo sviluppo economico, Roberto Marcato, commenta i nuovi dati sulla produzione industriale. Il 2019 è stato un anno a crescita zero, ma la produzione industriale, dopo qualche anno di recupero, è tornata a scendere in maniera preoccupante e l’Istat ha chiuso le ultime rilevazioni con un calo del 1,3% in media rispetto al 2018.

“Non è solo la prima diminuzione registrata dal 2014, ma anche la riprova che la situazione sta peggiorando in modo repentino e senza soluzione di continuità – sottolinea l’assessore – questo quadro è preoccupante, perché nonostante gli sforzi delle imprese e dei governi locali per dare nuova linfa ad un comparto duramente provato dagli anni di crisi e di stagnazione economica, chi decide a livello centrale, avendo visioni contrapposte del mondo imprenditoriale e industriale, non ha una strategia e una visione che possa farci sperare di crescere come dovremmo, e di farci tornare a livelli accettabili”.

I dati evidenziano un 2019 in continua flessione, con comparti come quelli del manifatturiero, dell’automotive e dei beni intermedi con l’asticella volta verso il basso. “Sinistra e M5S hanno una visione contrapposta dell’impresa e dell’industria – continua Marcato –. I primi non sono mai riusciti storicamente a parlare e a capire le esigenze del sistema industriale nazionale, preferendo prima la base cosiddetta operaia, poi le élite bancarie e, infine, l’establishment europeo per perdere tragicamente ogni capacità di intervento e dialogo con ogni categoria produttiva. I secondi, invece, rimangono i grandi teorici della decrescita felice, del processo senza fine, e delle tasse al rialzo, e ciò basta a qualificarne l’operato politico e di governo”.

“È del tutto evidente – prosegue – che, in una situazione del genere, ci rimettono tutti gli italiani. Mancano politiche industriali, manca programmazione, manca visione, manca strategia. Manca una politica fiscale che non colpisca le aziende e le imprese come fossero nemici dello Stato. Manca una seria politica sull’export che, almeno in Veneto, rappresenta ancora uno dei più importanti volani economici del territorio. Siamo nelle mani di gente che nella migliore delle ipotesi non ha idea di cosa significhi l’economia, che non sa leggere la preoccupazione relativa ai cali degli ordini industriali e che continua a rimandare ogni sorta di intervento sulle centinaia di tavoli di crisi aperti al Mise”.

“Il sistema del Veneto – conclude l’assessore regionale – chiede da tempo risposte alla politica nazionale, incapace di comprendere la portata di questo disastro. L’autonomia non è un capriccio, ma un diritto. Il diritto dei Veneti e del proprio sistema industriale di crescere e di rialzarsi da una situazione che ormai è diventata insostenibile”.

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