“Sul futuro di Aim decidano i cittadini”

Egregio direttore,

da semplice cittadino e dopo la mia lettera pubblicata dal suo giornale ieri, venerdì 14 febbraio, le chiedo ancora una volta ospitalità per esprimere la mia indignazione in merito a quanto denuncia oggi l’opposizione in Sala Bernarda. Secondo la predetta opposizione, cito testualmente: “Aim vale circa 300 milioni di euro con quasi 60 milioni di valore aggiunto distribuito sul territorio, ed è di tutti i vicentini.”

Allora – come già ho scritto in altre occasioni – spetta ai predetti “proprietari” decidere o meno sulla vendita, magari con un referendum che non sia il ridicolo “referendum consultivo”, poiché esso è assolutamente illegittimo, e non già per mio parere, bensì per quello di Costantino Mortati, uno dei padri dell’attuale Costituzione italiana, che nel 1981 ebbe a scrivere: «La posizione di organo supremo rivestita dal popolo in regime democratico non può in nessun modo conciliarsi con l’esercizio di una funzione subordinata, come quella che si sostanzia nell’emissione di pareri

Ai consiglieri comunali con il sindaco in testa spetta l’onere di fare ricerche, chiedere ipotesi e valutazioni varie; ma è diritto dei vicentini decidere. È tempo di smetterla con questa finta democrazia, e soprattutto con le continue “baruffe chiozzotte” tra maggioranza e opposizione. In paesi civili come la vicina Svizzera esiste la democrazia del consenso non quella maggioritaria. L’opposizione di pseudo centrosinistra si oppone alla maggioranza di pseudo centrodestra solamente perché vuole essere essa a gestire la vendita.

Infatti, prende a pretesto i “cittadini proprietari” solamente perché essa preferirebbe (cito testualmente): “una gara che consentirebbe di portare a casa i migliori risultati possibili”. Ovvero essa non si oppone alla vendita, chiede solo una vendita a condizioni migliori, infischiandosene bellamente del parere dei (cito ancora testualmente): “tutti i vicentini [che] è come se ciascuno di noi possedesse tremila euro in azioni. Azioni che avrebbero anche un buon rendimento: 14 milioni l’utile netto dell’anno scorso.”

Utili che non si riflettono certo sulle tariffe Aim, ma utili alla maggioranza pro tempore che al solito dispone come meglio le aggrada, a volte anche disconoscendo il programma politico-elettorale con il quale ha chiesto il voto. Naturalmente sono sempre pronti a giustificare il loro insindacabile operato; ma si sono giustificati anche i campi di concentramento che per i regimi che li hanno istituiti erano legali.

Ed è tempo di smetterla con la fanfaluca che alle prossime elezioni noi cittadini possiamo cambiare attraverso il voto, perché nel frattempo loro sono liberi di far danni incalcolabili. L’enorme debito pubblico ne è la testimonianza, tanto che da anni oramai circa il 50% degli aventi diritto nemmeno si reca alle urne, perché ha capito il “gioco”. Insomma, la minoranza in Sala Bernarda non vuole che la maggioranza venda, perché a vendere Aim vorrebbe essere lei. Per quale motivo? Giulio Andreotti diceva: “a pensar male si fa peccato, ma ci si indovina quasi sempre”.

Luciano Spiazzi

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