Siamo tutti cinesi

Vicenza – Fra un po’ scoppierà mezzo (solo mezzo?) mondo perché non è possibile che solo l’Italia, sia pur nelle più dinamiche regioni della Lombardia e del Veneto, abbia contatti con il mondo e in particolare con la Cina. Per non dire che i primi contagiati sono stati rilevati in un paesotto della bassa lodigiana, non come sarebbe stato più logico a Milano o nell’hinterland, e nel Veneto addirittura in uno sconosciuto paesino abbarbicato ai colli Euganei, non a Venezia ove il turismo mondiale la fa da padrone o nel vicentino ove gli esportatori sono i più numerosi.

Insomma i paesi come la Germania e l’Inghilterra, per non dire degli Stati Uniti, non sono da meno per contatti con il contagio proveniente dalla Cina, eppure… Tutto ciò per dire delle vie misteriose che sta (ancora) percorrendo questo sconosciuto virus (significativamente “veleno”). Solo qualche settimana fa, prima della scoperta – non certo dell’arrivo – del contagio, i cinesi piuttosto numerosi da noi venivano opportunamente evitati o perlomeno tenuti a debita distanza. 

Loro, gli incolpevoli monatti del ventunesimo secolo! Ora tocca a noi quell’umiliante ruolo, come italiani all’estero e, più mortificante ancora, al nostro interno, con il risveglio di quello scocciante terroni versus polentoni. 

E mentre infuria la pandemia, questa sì, politica, per un governissimo o di emergenza o istituzionale, se n’è avuta la prova: la libertà di scelta delle Regioni una deleteria debolezza per l’Italia! La chiusura delle scuole, degli uffici e perfino delle chiese, aumentando così lo sconcerto per il rimando alla peste dei tempi andati, perfino la sospensione degli assembramenti anche all’esterno, non può che creare paure ed ansietà. 

Ha un bel dire la Tv, che mentre trasmette per 24 ore solo cronaca del diffondersi dell’infezione, con le immancabili avvertenze per tener lontano il contagio, nel contempo rivolge inviti alla calma, rassicurando dopo aver terrorizzato il telespettatore che il nostro sistema sanitario, il migliore del mondo, ha gli strumenti per fronteggiare l’evenienza. Grazie, ma intanto la parte del cinese, quella dell’(incolpevole) untore, ora tocca a noi! 

Giovanni Bertacche

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