“Non svendiamo Aim, si faccia una gara pubblica”

Vicenza – “Aim vale circa 300 milioni di euro  con quasi 60 milioni di valore aggiunto distribuito sul territorio, ed è di tutti i vicentini. È come se ciascuno di noi possedesse tremila euro in azioni. Azioni che avrebbero anche un buon rendimento: 14 milioni l’utile netto dell’anno scorso. Non male, è come se le nostre azioni avessero reso il 4,6%. Da fare invidia a molti titoli azionari. Forse anche per questo prima Dolomiti Energia, poi Acegas-Ascopiave-Hera, quindi Alperia e da ultima A2A hanno formalizzato,  ai comuni di Vicenza e di Verona, per Aim e Agsm  la loro disponibilità a valutare aggregazioni. Perché dunque si sceglie A2A senza fare una gara che consentirebbe di portare a casa i migliori risultati possibili?”

E’ il punto di vista, sulla questione del futuro di Aim, dei gruppi consiliari dell’opposizione di centrosinistra, a Vicenza, che oggi hanno incontrato la stampa  proprio per stigmatizzare il comportamento dell’amministrazione comunale guidata da Francesco Rucco, nel cui cassetto le proposte sono rimaste chiuse, fino a che l’opposizione non ha fatto accesso agli atti…

“Ma le proposte ci sono – aggiungono i consiglieri di minoranza -, quindi c’è interesse e si potrebbe pensare di fare una gara. Invece, il sindaco e la sua amministrazione costruiscono un castello di carte, grazie ad un parere sviluppato da un advisor il cui team è guidato da un professionista che molto ha lavorato su progetti di A2A, per cui esiste un unico soggetto che può dare risposte adeguate: A2A. Inizia così, a porte chiuse, una trattativa fondata su un criterio debolissimo già più volte bocciato da Anac e Tar: la cosiddetta infungibilità. Ovvero l’esistenza di un unico soggetto in grado di rispondere a determinati requisiti. Si tratta evidentemente di una forzatura, che è inaccettabile sul piano giuridico e che potrebbe provocare addirittura un danno patrimoniale (e ogni consigliere comunale dovrebbe riflettere bene su cosa significa questo)”.

“La relazione dell’advisor Roland Berger contiene molte profezie, alcune indicazioni su un futuro che diventa incerto tra qualche anno e una grande contraddizione: dichiara che c’è grande competizione tra i grandi gruppi dell’energia e quindi disponibilità ad investire (vedi la competizione accesa per la gara di Ascopiave), ma contestualmente indica la necessità di sceglierne uno senza gara. Perché? Perché nessuno risponde a questa domanda? Perché hanno paura a spiegare le ragioni di questa scelta abnorme? Ci avviamo invece a cedere il controllo dell’azienda senza alcun sovrapprezzo e per questo parliamo di svendita: non si cede il controllo a parità di concambio. A2A si ritrova un’autostrada spianata per il Veneto, socio forte con soci deboli, i comuni, che non avranno mai le risorse per stare al passo di future esigenze di investimento”.

I gruppi di opposizione concludono con una riflessione: “la cessione di Aim (si tratta di fatto di questo) è forse l’operazione più importante di un mandato amministrativo e sta avvenendo nella più completa opacità, senza un confronto pubblico, senza alcuna trasparenza, senza alcun mandato del consiglio comunale. Per questo – concludono -, abbiamo avviato iniziative per coinvolgere i cittadini, e siamo pronti al confronto con una nostra idea di sviluppo futuro dell’azienda utile alla città, in grado di creare valore per il territorio vicentino ma, se si proseguirà su questa via miope e dannosa, siamo anche pronti a ricorrere agli organismi di vigilanza e di controllo sulle scelte amministrative. Non saremo mai complici di una svendita, non avvalleremo mai un percorso che avviene nelle stanze segrete della politica e non alla luce del sole”.

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