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Morti sul lavoro, Ruzzante: “Non sono in calo”

Venezia – “La vergognosa macchina della propaganda di Zaia non si ferma nemmeno di fronte alla morte. Siamo di fronte al negazionismo rispetto alla tragedia dei morti sul lavoro. Pur di raccontare un Veneto che non esiste, dove tutto funziona alla perfezione, i morti sul lavoro sono diventati un terzo di quelli registrati dall’Inail. Sui morti non si scherza e non si fa campagna elettorale. Sembra una banalità, ma dopo le vergognose dichiarazioni di Zaia è bene ribadirlo. Per questo chiederemo al presidente di venire a riferire in consiglio regionale, stavolta discutendo sui dati reali e non sulle cifre della propaganda”.

Così il consigliere regionale Piero Ruzzante, di Veneto 2020 e Liberi e Uguali, promotore di numerosi atti di indirizzo politico e di sindacato ispettivo in materia di sicurezza sul lavoro, che interviene dopo le dichiarazioni trionfalistiche diffuse ieri dal presidente della giunta regionale.

“Zaia – continua Ruzzante – racconta una favola. Secondo lui gli infortuni mortali nei luoghi di lavoro del Veneto sono stati solo 21 nel 2019. La realtà, purtroppo, è ben diversa: i morti sul lavoro conteggiati dall’Inail sono 57, quasi il triplo. Secondo i dati presentati da Zaia, in provincia di Venezia non ci sono stati infortuni mortali. Vada a raccontare questa favola ai familiari delle quattro vittime registrate dall’Inail nel veneziano. Zaia dovrebbe chiedere scusa alle famiglie colpite dai lutti e a tutte le lavoratrici e i lavoratori del Veneto, che operano in condizioni di crescente insicurezza. A queste famiglie, a cui si vuole togliere perfino la dignità di poter piangere i propri cari, va tutta la nostra solidarietà”.

“Le cifre inesatte sugli infortuni mortali servono a Zaia per dimostrare che c’è stato un calo, quindi che il lavoro in Veneto è più sicuro. Niente di più falso. Il dato sugli infortuni mortali non ha valenza statistica: è scritto a chiare lettere proprio nel rapporto Spisal citato ieri da Zaia, se l’avesse letto lo saprebbe. Il suo trionfalismo, quindi, è del tutto fuori luogo. La verità è di segno opposto: gli infortuni sul lavoro sono aumentati, passando dai 76.435 del 2018 ai 77.124 del 2019 (+1% su base annua). L’insicurezza, quindi, è in aumento. Zaia parla di un Veneto sicuro, la realtà è fatta di 211 infortuni al giorno. Ogni 6 giorni un infortunio è mortale”.

“Zaia ha dato i numeri anche rispetto alle assunzioni negli Spisal – ha poi concluso il consigliere regionale di opposizione -. Dire che l’aumento degli organici è stato maggiore di quello promesso è offensivo nei confronti degli ispettori Spisal, che continuano ad operare in condizioni di estrema difficoltà e che hanno organizzato una giornata di sciopero e una manifestazione davanti a Palazzo Balbi. Zaia aveva firmato un Patto per l’aumento netto degli organici di trenta unità entro il 2018, dopo due anni il saldo è ancora fermo a +8. Zaia, ne mancano ancora 22!”.

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