La cura notturna

Vicenza – “Ma il mondo cambierà / il sole scenderà su di noi / il mio cuore batterà fra le stelle”. Così profetizzava “Nel 2023”, il testo di una canzone di Caselli e Dalida degli anni ’60. Difatti nel 2023 il popolo italiano è andato a votare per il rinnovo del Parlamento. La legge elettorale ha cancellato il premio di coalizione, e ha posto la soglia di sbarramento al 4%. Nel seggio in cui mi trovo durante lo spoglio, cominciano ad arrivare i primi risultati. Il M5s guidato dal triumvirato Patuanelli-Di Battista-Crimi ha superato il 40%, il Pd, la sinistra e il centrodestra leghista e meloniano si spartiscono il resto.

Quando è giorno fatto, l’Italia ha una maggioranza schiacciante a 5 stelle. Il nuovo capo dello Stato, Nicola Gratteri, qualche giorno dopo l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, affida l’incarico di governo a Giuseppe Conte, che poi giura come presidente del Consiglio. Nelle piazze gruppi di vandali dissidenti vengono dispersi dalla polizia. Quale sarà il primo provvedimento della nuova era? Molti italiani sono col fiato sospeso, anche i titoli dei giornaloni sono evasivi.

Borsa in leggero calo, spread in moderato rialzo. Vittorio Feltri se la prende con l’autorità e le cariche dello Stato meridionali. Il governo, con legge delega, riforma il fisco stabilendo 20 fasce reddituali, dentro cui rientrano i profitti da capitale, e una no tax area fino a 12mila euro. Si istituisce una tassa percentuale (0,2%) su tutta la ricchezza: finanziaria, immobiliare e fondiaria. Poi quella di successione, con aliquote che vanno dal 3% all’80% a seconda del rapporto di parentela e dell’importo ereditato.

La funzione notarile viene assorbita e gestita dall’amministrazione pubblica con impiegati del Ministero delle finanze. La famiglia Berlusconi è tra le prime a dover contribuire con la sua imposta: il vecchio cuore di Silvio, non ha retto alla notizia. Briatore ha un malessere mentre è ospite di Giletti. Tutta la stampa e le reti nazionali fanno un putiferio infernale: dileggiano il governo e istigano la gente a scendere in piazza per creare disordine.

Segue legge contro il conflitto d’interessi, quella sull’editoria prende più tempo. Nessun cittadino può possedere più di una testata giornalistica, né più di una casa editrice, né più di un’emittente. La Rai viene smantellata e riformata in reti che trasmettono per temi: storia, scienza, letteratura, spettacolo etc, e senza propaganda. Un’agenzia di Stato raccoglie tutte le notizie da quelle private e le mette a disposizione, senza commento, di ogni cittadino nell’unico telegiornale pubblico.

Si istituisce un tribunale delle fake news dove le balle dei pennivendoli vengono punite con ammende e la chiusura delle testate. Giannini, Fazio, Formigli, Gruber, Floris, Annunziata, perdono i loro programmi o li mantengono con share miserevoli. Sallusti è degente in una casa di cura. Sono passati solo tre mesi dai provvedimenti sull’editoria, che l’Italia pare già diventata un paese serio. Governo e Parlamento lavorano senza polemiche e si apprestano a emanare nuove leggi e decreti.

Si dà il via a un vero sostegno al reddito, con mille euro a tutti coloro che hanno già maturato i due anni di lavoro e di contributi, ai caregivers, e senz’alcuna subordinazione all’Isee. Per tutte le categorie si procede a un ricalcolo delle pensioni, e ogni cittadino stabilisce per conto proprio la sua età pensionabile. Il salario minimo è definitivamente fissato a nove euro netti orari. Per ogni nuovo nato le famiglie ricevono un congruo aiuto mensile fino al terzo anno d’età. La professoressa Fornero tiene lezioni di finanza pubblica al Valentino.

Ogni produzione viene classificata secondo il suo grado di inquinamento con relativa tassa ecologica. E’ istituita una banca pubblica d’investimento che s’incarica di prestiti all’imprenditoria per qualsiasi importo. Si sottraggono alle regioni diverse funzioni e i servizi strategici vengono nazionalizzati. Salvini riunisce i suoi a protestare sul pratone di Pontida, per avocare alle regioni la sagra della salamella e della soppressa.

Il Parlamento riforma la Costituzione con il vincolo di mandato, imposta il sistema elettorale con recall, fissando un compenso mensile per i parlamentari con stipendi agganciati a quelli della magistratura ordinaria e ai loro gradi di anzianità. I compensi sono soggetti alle effettive presenze in aula. La Corte Costituzionale perde le sue competenze in materia di tasse, stipendi e pensioni. Il suffragio universale viene subordinato alla patente di cittadinanza. Per tutto il mese precedente Parlamento e Governo hanno ricevuto minacce di morte in ordine sparso, e dopo le riforme costituzionali, sono scoppiate le bombe nei pressi di Montecitorio.

Per i reati di mafia decadono le garanzie civili e giuridiche, si commina per tutti la confisca dei beni, si discute ancora in aula per una legge sulle pene corporali. Laute ricompense ai cittadini non omertosi. Si istituiscono appositi tribunali per giudicare la corruzione. Appare una flotta al largo del Golfo di Napoli, si addensano eserciti al confine alpino. Una sirena lacera l’aria, ma cambia presto in un suono homecoming. Il primo pensiero che si affaccia nella semicoscienza è: “E questo dovrebbe accadere con il voto degli italiani?”

Giuseppe Di Maio

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