“La classe”, teatro civile al Comunale di Vicenza

Vicenza – Prosegue la stagione di prosa del Teatro Comunale di Vicenza. Il prossimo appuntamento è in programma in sala grande, sabato 15 febbraio, alle 20.45, ed è “La classe”, di Vincenzo Manna, regia di Giuseppe Marini, con Claudio Casadio, Andrea Paolotti, Brenno Placido come interpreti principali. In scena anche Edoardo Frullini, Valentina Carli, Andrea Monno Cecilia D’Amico, Giulia Paoletti. Si tratta di un intenso lavoro di impegno civile sui temi del disagio giovanile, della violenza e delle forti disuguaglianze sociali che abitano le grandi città europee, applaudito ovunque nel corso della tournée sui palcoscenici italiani. Come di consueto, prima dello spettacolo, alle 20, al Ridotto, ci sarà l’Incontro a teatro, condotto da Andrea Dellai, attore e formatore teatrale vicentino, per discutere e approfondire le tematiche proposte con il pubblico e con alcuni attori del cast.

“Lo spettacolo – si legge nella presentazione – è il frutto di un progetto multidisciplinare che ha visto collaborare soggetti impegnati nei settori della ricerca, della formazione e della psichiatria sociale. Da una ricerca basata su migliaia di interviste a giovani tra i 16 e i 19 anni, sulla loro relazione con gli altri, è scaturita l’idea di questa rappresentazione, una sorta di spaccato sociale con dinamiche e situazioni che sono davvero istantanee dell’esistente. Gli argomenti trattati nel corso delle interviste hanno fornito un importante contributo alla scrittura drammaturgica del testo teatrale, un innovativo esperimento di data storytelling che nel Lazio è diventato una serie di incontri-lezioni sul tema dell’accoglienza con gli studenti di alcuni istituti scolastici. Lo spettacolo è stato realizzato con il sostegno di Amnesty International”.

“L’ambientazione della pièce è in una piccola città europea in forte crisi economica, dove disagio, criminalità e conflitti sociali sono il quotidiano di un decadimento generalizzato che sembra inarrestabile. A peggiorare la situazione, appena fuori dalla città, c’è lo Zoo, uno dei campi profughi più vasti del continente che ha ulteriormente deteriorato un tessuto sociale sull’orlo del collasso ma, paradossalmente, ha anche portato lavoro, non ultima la costruzione di un muro intorno al campo per evitare la fuga dei rifugiati. Alla periferia della cittadina, in uno dei quartieri più popolari, a pochi chilometri dallo Zoo, c’è una scuola superiore, specializzata in corsi professionali di avviamento al lavoro.

“Albert, straniero di terza generazione, laureato in Storia, alla prima esperienza lavorativa, viene assunto come professore per recuperare in quattro settimane sei studenti sospesi per motivi disciplinari. Intravedendo nella loro rabbia una possibilità di comunicazione, il professore riesce a far breccia nel loro disagio e conquista la fiducia della maggior parte della classe. Abbandona i soliti metodi e propone agli studenti di partecipare ad un bando europeo su I giovani e gli adolescenti vittime dell’Olocausto. Gli studenti, inizialmente non sono d’accordo ma si lasciano convincere vedendo un documento che testimonia come nei paesi di provenienza dei rifugiati dello Zoo si continui ad essere torturati e perseguitati”. Biglietti come sempre anche online su www.tcvi.it.

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