Elio porta in scena il teatro di Brecht-Weill

Vicenza – Lunedì 10 febbraio torna al Teatro Comunale di Vicenza l’eclettico Stefano Belisari (in arte Elio) con uno spettacolo incentrato sull’Opera da tre soldi e altri successi del binomio Bertold Brecht-Kurt Weill. Lo accompagnano sul palco I Fiati Associati, ensemble formato da cinque strumentisti classici presi a prestito da alcune fra le migliori orchestre sinfoniche italiane.

Stefano Belisari, da tutti conosciuto con il nome d’arte Elio, è uno dei personaggi più eclettici del mondo dello spettacolo italiano. Nel corso della sua quarantennale carriera Elio si è fatto conoscere come strumentista, compositore, cantante, attore, doppiatore, speaker radiofonico, giudice di talent show, commentatore sportivo, ma soprattutto come frontman di Elio e le Storie Tese, il gruppo da lui fondato nel lontano 1980 e scioltosi recentemente, anche se l’attività della band sta di fatto proseguendo con la registrazione di alcuni singoli e ospitate in vari programmi televisivi.

Nella sua variegata carriera artistica, iniziata nel 1968 con la partecipazione all’Ambrogino d’Oro, il performer milanese ha collaborato a una lunga serie di progetti musicali, cimentandosi anche in un’opera lirica contemporanea e nella commedia musicale. Lo spettacolo “L’Opera da tre soldi e altre storie”, in scena lunedì, alle 20.45, al Comunale di Vicenza, per la stagione della Società del Quartetto, nasce proprio da questo filone, ovvero dall’impulso di affrontare linguaggi musicali diversi che ha sempre caratterizzato la carriera di Elio.

La pièce, prodotta da Emilia Romagna Festival, approfondisce il legame artistico fra due protagonisti assoluti del fermento culturale che animò la Germania negli anni Venti del Novecento: il compositore Kurt Weill e il drammaturgo Bertold Brecht. I due collaborarono per la prima volta nel 1927 per il songspiel Mahagonny e l’anno successivo portarono in scena Die Dreigroschenoper (L’opera da tre soldi), annoverata fra i più importanti successi teatrali mondiali dell’epoca. Ambientata nei bassifondi londinesi, è un caustico attacco alla società capitalista, rappresentata come una banda di delinquenti, ruffiani e prostitute.

La Ballata di Mackie Messer, il brano più popolare dell’opera, da allora è stata oggetto di mille rivisitazioni. In Italia l’hanno consacrata personaggi come Gigi Proietti, Milva, Domenico Modugno e Massimo Ranieri. Oltreoceano l’hanno portata al successo musicisti come Oscar Peterson, Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Bing Crosby e Frank Sinatra. Nel 1929 Weill e Brecht rinnovarono la loro collaborazione con la commedia musicale Happy End, ma poco dopo il binomio si sciolse perché Weill si rifugiò all’estero per sfuggire alle leggi razziali del regime nazista e scelse gli Stati Uniti come nuova patria.

Il programma della serata di lunedì sarà largamente incentrato sull’Opera da tre soldi, con alcune parti solo strumentali e altre, canzoni e ballate, affidate alla voce di Elio. Nel finale il cantante milanese e I fiati associati proporranno un trittico di brani tratti dagli altri due lavori firmati Weill-Brecht. I biglietti per la serata sono esauriti.

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