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Coronavirus, tutto rinviato per limitare il contagio

Venezia – “In ragione dell’entrata in vigore delle misure precauzionali stabilite dalle autorità competenti per fronteggiare la diffusione del coronavirus, il previsto appuntamento è rinviato a data da destinarsi…”. Incontri, fiere, concorsi pubblici, spettacoli, manifestazioni culturali, sport, appuntamenti di vario genere, tutto rimandato in Veneto, e in generale nel Nord Italia, in questi giorni di allarme, di timore del contagio. Si vuole giustamente limitare al massimo le occasioni di diffusione della malattia, di un virus che ha buon gioco negli assembramenti di molte persone poiché si diffonde con grande velocità.

Tuttavia è pur sempre un’influenza, con un tasso di mortalità tra il 2 e il 3%, niente di più. Anzi, a conti fatti la normale influenza di stagione ha già fatto finora molti più morti, e c’è da aspettarsi che questo resti, più o meno, il bilancio anche quando tutto sarà finito. La prudenza è d’obbligo insomma, le precauzioni sono giuste, come quelle di non uscire di casa senza una ragione e di curare scrupolosamente l’igiene personale, ma l’allarmismo eccessivo sarebbe ingiustificato, e sfocerebbe nell’isteria.

Detto questo, bisogna tuttavia riferire il fatto che l’Italia è ormai uno dei paesi in cui il coronavirus si è diffuso, con oltre duecento casi accertati. Più di noi sta facendo solo la Corea del Sud, con ben oltre settecento casi e, naturalmente, la Cina dove le cifre del contagio sono ben diverse e superano le settantamila. Di buono c’è il fatto che in quest’ultimo paese sembra che ci sia già un’inversione di tendenza e che il contagio dia segnali di diminuzione.

Tornando al nostro paese, i morti in Italia, legati al coronavirus, fino ad ora sono cinque, tutte persone anziane con un quadro clinico già compromesso per altre patologie. La Regione più colpita è la Lombardia, con 165 casi fino a questo momento. Seguono il Veneto, con 27, l’Emilia Romagna (16), il Piemonte (3) ed un caso anche nel Lazio.

I focolai principali della malattia, per lo meno quelli iniziali, sembrano essere localizzati a Vo’ Euganeo per quanto riguarda il Veneto, e a Codogno, in Lombardia, nel lodigiano. Non si è ancora individuato però il così detto paziente zero, quello dal quale cioè è partito il contagio. Quello che è disdicevole è invece l’isteria che porta agli accaparramenti di cibo, all’innalzamento di muri e alla discriminazione senza un vero motivo.

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