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Carenza di medici, nuove polemiche…

Venezia – “L’ostilità di Federspecializzandi verso gli accordi sottoscritti con le università di Padova e Verona per l’assunzione di specializzandi al quarto e quinto anno negli ospedali veneti è quanto meno singolare, anche perché le rappresentanze dei giovani medici hanno partecipato attivamente a tutte le riunioni dell’Osservatorio regionale per la formazione medico specialistica, hanno dato il loro contributo al miglioramenti del testo iniziale e, alla fine, l’osservatorio ha dato parere favorevole all’unanimità, sia sul punto dell’assunzione, sia su quello della maggiore rotazione nelle sedi formative”.

Sono parole dell’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, in risposta alla polemica di Federspecializzandi, che critica i contenuti dell’accordo e invita a rifiutare l’assunzione. “Non è un’invenzione della Regione o delle nostre università – aggiunge l’assessore – ma l’applicazione di una normativa nazionale discendente dal cosiddetto Decreto Calabria, ribadita anche all’interno del nuovo Patto nazionale per la salute”.

“Quanto alla qualità dei nostri ospedali – prosegue Lanzarin – ricordo a Federspecializzandi che in Veneto la si trova tanto negli ospedali hub quanto in quelli di rete, a loro volta dotati di strutturati di grande professionalità, di macchinari moderni e di tecnologie di ultima generazione. La storia insegna che l’esperienza si fa sul campo e che molti grandi specialisti di oggi si sono formati in una rete di ospedali che non erano certamente tutti hub”.

“Non corrisponde al vero – aggiunge l’assessore – nemmeno l’affermazione secondo la quale si lascerebbe solo il giovane medico scaricandogli responsabilità che gli strutturati non vorrebbero. Niente di più falso. Non a caso nei protocolli è chiaramente specificato che essi svolgono attività assistenziali coerenti con il livello di competenze e di autonomia raggiunto e correlato all’ordinamento didattico di corso, alle attività professionalizzanti e al programma formativo seguito e all’anno di corso di studi superato. E che l’attribuzione dei livelli di autonomia e responsabilità degli specializzandi assunti avviene nominalmente per ogni singolo medico in formazione specialistica ad opera del Consiglio della scuola di specialità”.

“Infine, – conclude Lanzarin – le aziende sanitarie presso le quali i medici in formazione sono assunti ne garantiscono il tutoraggio, svolto dai dirigenti medici della struttura interessata. Magari una lettura più accurata degli accordi avrebbe evitato di dire tante inesattezze”.

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