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Nella cassa trasportata c’è il corpo di Giacomo Matteotti, una delle prime e tante vittime del fascismo
Nella cassa trasportata c’è il corpo di Giacomo Matteotti, una delle prime vittime del fascismo

Antifascismo, a Vicenza un nervo scoperto…

Dai gruppi di minoranza in seno al Consiglio comunale di Vicenza, riceviamo e pubblichiamo…

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Vicenza – Puntualmente, all’avvio della campagna per le regionali, è arrivata. La proposta di abolizione della clausola antifascista, molto annunciata, oggi è stata messa nero su bianco dalla Giunta da un assessore che, evidentemente, con questa mossa conferma la sua adesione a Fratelli d’Italia, gruppo che ha avanzato la proposta e nel quale a breve sarà candidato.

Un partito, Fratelli d’Italia, che non vuole sentire nominare la parola “fascismo” perché la memoria è il miglior antidoto contro il ripetersi degli errori e delle atrocità del passato. Un passato che per il nostro paese ha un solo nome: fascismo.  Confondere le acque con una formula che richiama genericamente i totalitarismi è un’operazione che mira a dimenticare la storia e a nascondere la verità. La nostra Costituzione e la Repubblica nascono dall’antifascismo, su questo si basano le nostre istituzioni e questo garantisce a tutti, da settantacinque anni, liberta, giustizia e prosperità.

Il richiamo a rinnegare la violenza politica, ma non la violenza nelle sue molte sfaccettature, dimostra come la mano che ha scritto questo testo sia guidata più da rivendicazioni politiche che da motivi amministrativi. Rivendicazioni emerse chiaramente anche ieri sera in consiglio comunale, con le dichiarazioni di Lega e Fratelli d’Italia che hanno pesantemente attaccato, dimostrando spregio e incompetenza, l’operato della “Casa per la Pace” e della consigliera delegata alla cultura di pace Caterina Soprana.

Per Giovine questa operazione rappresenta un messaggio ai “suoi” in vista delle elezioni; e con i “suoi” non ci riferiamo alla lista in cui è stato eletto e che in modo ipocrita egli rappresenta in giunta. È un chiaro messaggio a quella parte del paese che non rinnega in fascismo. Ma è ancor più grave che a questo gioco si sia prestato Rucco, un sindaco finto civico, finto moderato, a guida di un’amministrazione che vira sempre più a destra.

I gruppi consiliari di minoranza a Vicenza

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