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Venezia, Palazzo Balbi, sede della giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

“Altre 4 firme per bloccare la riforma di Zaia”

Venezia – “L’obiettivo è a portata di mano, mancano solo quattro firme. Una volta ottenuta l’adesione del Partito Democratico, il referendum sulla riforma statutaria imposta da Zaia sarà una realtà, e i veneti potranno bloccare una riforma antidemocratica, che distorce la volontà popolare”. A parlare così sono sette consiglieri regionali di opposizione, più in dettaglio quelli del coordinamento Veneto 2020 e quelli del Movimento 5 Stelle, che hanno annunciato oggi di aver sottoscritto la richiesta di referendum confermativo previsto dalla Costituzione per le modifiche alle leggi statutarie regionali.

“Zaia e la Lega – ricordano – hanno rotto unilateralmente il patto costituzionale, che reggeva in Veneto dal 2012, quando lo Statuto è stato approvato all’unanimità dal consiglio regionale. Una forzatura, uno sgarbo istituzionale dettato da pura e semplice ingordigia: hanno aumentato le poltrone, riportandole a 61, come ai tempi di Galan. Le 10 poltrone in più, però, vanno tutte alla maggioranza. Al candidato presidente più votato basterà il 40% dei voti per sbloccare il super-premio di maggioranza, 30 seggi in consiglio regionale pari al 60% dei seggi. A questi vanno aggiunti i 10 assessori esterni, nominati direttamente dal presidente. Risultato: con il 40% dei voti otterrà 40 poltrone su 61, pari al 66%”.

“È chiaro quindi – hanno aggiunto i consiglieri di opposizione – che siamo di fronte ad una plateale distorsione della volontà popolare, con un costo economico di sette milioni di euro in più, pescati dalle tasche dei contribuenti. Ancora più grande è il costo in termini di minore democrazia che si avrà per effetto di questo blitz di fine mandato. Per questo la parola deve tornare al popolo: mancano solo quattro firme, l’invito a sottoscrivere è aperto a tutti i consiglieri regionali”.

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