Test antidroga nelle scuole? Inutili

Intervento, sulla proposta di fare dei test anti droga nelle scuole, dei consiglieri regionali veneti Bartelle e Ruzzante (Veneto 2020): “La repressione ha già fallito, nelle scuole serve prevenzione. Donazzan copia Salvini, sbagliando”

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Il Veneto merita di più e di meglio dei test antidroga obbligatori nelle scuole. Abbiamo già visto a cosa porta la cultura del sospetto e della repressione, a partire dalla operazione di polizia cosiddetta Scuole sicure, voluta da Salvini. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: si tratta di un fallimento.

Per contrastare il fenomeno dilagante dell’abuso di sostanze e, più in generale, del diffondersi delle dipendenze anche tra i giovanissimi, la risposta sta nella prevenzione: nelle scuole vanno istituiti nuovi e adeguati programmi di prevenzione ed informazione, non vanno invece portati dei costosi ed inutili test “anti-droga”. I quali sarebbero in realtà dei test “anti-drogati”, cioè utili soltanto a appiccicare un’etichetta addosso ad una persona, un giovane in questo caso, che si vuole stigmatizzare invece di offrirgli aiuto. Esattamente come suonare il citofono a u ragazzo di 17 anni e dire: lei è uno spacciatore?

Sostegno, informazioni sicure, educazione e consapevolezza: di questo c’è bisogno per rendere le scuole dei luoghi sicuri. Chiediamo all’assessore all’istruzione, già impegnata in campagna elettorale, di limitare le “sparate” sulla pelle dei più giovani. Non è invocando il mostro che lo si combatte».

Patrizia Bartelle – Consigliera regionale Veneto 2020 – Italia in Comune
Piero Ruzzante – Consigliere regionale Veneto 2020 – Liberi e Uguali

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