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Segnali preoccupanti per la libertà in Italia

“Preoccupa il mancato sdegno…”

Vicenza – Continuano le prese di posizione sul triste episodio di Torrebelvicino, dove è comparso, nella Giornata della Memoria, un cartello dai contenuti nazifascisti che ha indignato e sconcertato chiunque abbia a cuore la libertà ed il vivere civile. Per la verità sono stati sopratutto soggetti legati al fronte progressista ad intervenire in molto molto critico, mentre sembra esserci un certo imbarazzo negli ambienti non di sinistra. Con le dovute eccezioni, naturalmente, come quella del sindaco di Vicenza e presidente della provincia, Francesco Rucco, o quella della lista civica Fare A Schio

Tra le riflessioni che sono state fatte, merita segnalare quella dell’associazione Vinova, che si è chiesta se la ripetizione rituale del “non dimenticare” agisca davvero sul nostro modo di vivere e di agire politicamente. Una questione che, dopo il cartello affisso a Torrebelvicino, è divenuta di imprescindibile attualità nella costruzione di un vivere civile e democratico a Vicenza…

L’associazione chiede quindi “che tutte le forze politiche, di qualsiasi schieramento, prendano le distanze in maniera ferma e risoluta da atti volgari e antistorici di questo genere” ed aggiunge la richiesta, al presidente della Provincia e sindaco di Vicenza, di “dare la cittadidanza onoraria a Liliana Segre, quale simbolo vivente della nostra volontà di non costruire mai più politiche fondate sull’odio e su fascinazioni razziste e xenofobe”.

Anche le Acli vicentine condannano i ripetuti episodi di intolleranza che hanno interessato il vicentino. “Premesso che questi episodi sono da ritenersi penalmente perseguibili – commenta il presidente provinciale Acli Carlo Cavedon – preoccupa il silenzio generale ed il mancato sdegno di gran parte della società civile e dei cittadini. Ritenere, come fa probabilmente qualcuno, che siano solo goliardate, a cui non dare troppa importanza, o che portare avanti iniziative tese a mantenere viva la memoria sia divisivo, può essere il preludio di una comune accettazione e normalizzazione di messaggi che rievocano uno dei periodi più crudeli e disumani della storia europea e mondiale, con il rischio di abbassare la guardia su tematiche quali il razzismo, l’antisemitismo e la democraticità di una società”.

“Occorre intervenire – aggiunge Cavedon – su queste palesi devianze, che non rispecchiano l’italianità, ma sono specchio di una minoranza da arginare e condannare pesantemente. Riteniamo sia importante che ogni cittadino ed ogni Associazione si impegnino a trasmettere modelli di vita basati sul rispetto delle persone e delle leggi di uno Stato. Dal canto nostro, come Acli, continueremo a proporre momenti di formazione e di partecipazione su temi legati alla pace, agli stili di vita ed al rispetto altrui, come il messaggio evangelico ci insegna”.

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