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Leo Gullotta è il protagonista di "Pensaci, Giacomino" (Foto di Tommaso Le Pera)
Leo Gullotta è il protagonista di "Pensaci, Giacomino" (Foto di Tommaso Le Pera)

“Pensaci, Giacomino” al Comunale di Vicenza

Vicenza – Ancora un appuntamento importante nella stagione di prosa del Teatro Comunale di Vicenza. Martedì 28 e mercoledì 29 gennaio, alle 20.45, andrà infatti in scena “Pensaci, Giacomino”, di Luigi Pirandello, lettura drammaturgica e regia di Fabio Grossi, con Leo Gullotta nelle vesti del protagonista, il professore Agostino Toti. Si tratta di una produzione di Michele Gentile per Enfiteatro e Teatro Stabile di Catania. Gli altri interpreti sono Liborio Natali, Rita Abela, Federica Bern, Valentina Gristina, Gaia Lo Vecchio, Marco Guglielmi, Valerio Santi e Sergio Mascherpa.

“Dopo il grande successo di pubblico e critica a Catania e a Roma – si legge nella presentazione -, lo spettacolo è attualmente in tournée sui palcoscenici nazionali e sarà a Vicenza per le uniche date venete. Il testo nasce in veste di novella, nel 1915, pubblicata sul Corriere della Sera, per poi avere la sua prima edizione teatrale nel 1917. Tutti i ragionamenti, i luoghi comuni, gli assiomi pirandelliani sono presenti in quest’opera, un testo di condanna di una società becera e ciarliera, dove il gioco della calunnia, del dissacro e del bigottismo, sono sempre pronti ad esibirsi.

Nella nuova lettura drammaturgica di Fabio Grossi, Leo Gullotta, 74 anni appena compiuti, riesce a muoversi agevolmente e con grande intensità tra i paradossi esistenziali dei personaggi pirandelliani. L’attore siciliano si cimenta infatti per la terza volta, sempre in sodalizio con il regista, con un testo teatrale di Pirandello.

Nella commedia, Gullotta veste i panni del 70enne professor Toti che decide di sposare una ragazza, Lillina, la figlia del bidello della scuola, incinta del giovane Giacomino, perché alla sua morte possa avere i suoi beni e vivere dignitosamente. Naturalmente la società civile si rivolta contro questa decisione anche a discapito della piccola creatura che nel frattempo è venuta al mondo. Il finale pirandelliano è pieno di amara speranza: il giovane Giacomino prenderà coscienza del suo essere uomo, del suo essere padre, e andrà via da quella casa che lo tiene prigioniero, per vivere la sua vita con il figlio e con la giovane madre.

Ad essere rappresentata  non è solo una vicenda umana, ma una società misogina, opportunista e becera, uno stato patrigno nei confronti dei propri cittadini soprattutto della categoria degli insegnanti, sottopagati e bistrattati. Insomma nulla cambia e nulla si trasforma: tutto resta com’era. Rispetto al testo pirandelliano, nell’edizione di Fabio Grossi, l’ambientazione è spostata negli anni Cinquanta, con la scenografia ispirata all’espressionismo tedesco. Prima dello spettacolo, in entrambe le serate, alle 20, al Ridotto, l’attore e formatore teatrale vicentino Andrea Dellai condurrà l’Incontro a teatro. Biglietti come sempre anche online (ne restano pochi) sul sito www.tcvi.it.

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