martedì , 20 Aprile 2021

Ancora fatture false e un’evasione milionaria

Vicenza – Nuova frode fiscale scoperta dai finanzieri del comando provinciale  di Vicenza, che, nei giorni scorsi, hanno anche eseguito un sequestro preventivo per quasi due milioni di euro. Questo a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vicenza, cautelando beni immobili e disponibilità finanziarie depositate presso Istituti di credito in conti correnti e polizze assicurative. Tutto era cominciato con una verifica fiscale condotta dalle Fiamme Gialle della tenenza di Thiene nei confronti di una società a responsabilità limitata, che aveva avuto sede prima a Bassano del Grappa e poi l’aveva trasferita in altre località.

La società operava, almeno formalmente, in diversi e variegati settori economici, dalla fornitura di manodopera ai servizi di consulenza, dal commercio all’ingrosso di cavi elettrici a quello di pelli grezze, al facchinaggio. Tuttavia, avrebbe emesso fatture per operazioni, secondo i finanzieri, oggettivamente inesistenti, per un ammontare complessivo pari a circa quattro milioni e mezzo, con lo scopo di consentire a società terze l’evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva.

“L’esame – spiega la Guardia di Finanza in una nota – della documentazione rinvenuta presso l’abitazione di uno degli amministratori indagati ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio creato tra i vari soggetti economici al fine di frodare il fisco, tramite l’emissione e il successivo utilizzo di fatture false, con la spartizione dell’Iva tra i due gestori della società indagati e la restituzione dell’imponibile al cliente di turno. Le fatture, aventi ad oggetto prestazioni di svariate tipologie, sono risultate incompatibili con l’inesistente organizzazione di mezzi e personale della società, come pure, ancor prima, con il relativo oggetto sociale.

Gli amministratori, di diritto e di fatto, della società, il 38enne thienese A.Z. e il 60enne G.S., di Pove del Grappa, sono stati denunciati per dichiarazione infedele, omessa dichiarazione dei redditi e dell’Iva per gli anni 2013, 2015 e 2016 ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Dalla verifica, oltre all’emissione di fatture false, sono emersi elementi positivi di reddito derivanti dai proventi illeciti per circa 2,4 milioni, costi indeducibili per circa 920 mila euro e Iva dovuta pari a circa 1,2 milioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità