Sequestrato laboratorio tessile irregolare

Santorso – Un laboratorio tessile gestito da asiatici, con impiego di immigrati clandestini e in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, è stato scoperto e sequestrato nei giorni scorsi, a Santorso, dalla Guardia di Finanza di Vicenza. Nel corso di un accesso finalizzato al contrasto del sommerso da lavoro, i militari della tenenza di Schio hanno infatti rilevato come i locali, forniti di circa 20 postazioni di lavoro, erano ampiamente privi dei canoni di salubrità, igiene e sicurezza previsti dalla legge.

Nello specifico, il laboratorio non aveva un impianto di riscaldamento (tanto da costringere i dipendenti a lavorare muniti di giubbino), le postazioni di lavoro erano anguste e su di esse pendevano neon pericolanti. Gli estintori presenti erano privi di etichette di manutenzione, quindi ovvero non revisionati. Inoltre, la stessa titolare dell’impresa non è stata in grado di esibire alcun Documento di valutazione dei rischi, la cui redazione è onere non delegabile del datore di lavoro.

L’intera area del laboratori, circa 300 metri quadri, è stata quindi posta sotto sequestro preventivo e la titolare cinese è stata denunciata. Il sequestro d’urgenza, eseguito d’iniziativa dai finanieri, è stato convalidato dall’autorità giudiziaria. Nel corso dell’intervento, come dicevamo, sono stati trovati nel laboratorio anche tre cittadini asiatici privi di inquadramento contrattuale e contributivo, nonché privi di permesso di soggiorno in corso di validità, documento necessario per dimorare sul territorio nazionale, due dei quali hanno tentato la fuga alla vista delle Fiamme Gialle.

I clandestini, sottoposti a procedura di acquisizione dei rilievi foto-dattiloscopici, sono stati rinviati alle valutazioni del Questore di Vicenza per l’emissione del foglio di via dalla Repubblica Italiana. Dalla completa corrispondenza dei rilevamenti fotodattiloscopici eseguiti nei confronti dei soggetti clandestini, è stato paradossalmente appurato come uno dei tre irregolari, nel corso degli anni, abbia fornito alle autorità quattro diverse generalità “sedicenti”, e che nel 2010 fosse già destinatario di un ordine di uscire dallo Stato da parte del Questore di Teramo nonchè di un decreto di espulsione, emesso nel medesimo anno dalla competente Prefettura, a cui il clandestino non ha mai ottemperato, spostandosi per anni sul territorio nazionale sempre in condizione di irregolarità e fornendo identità sempre differenti per non essere collegato a quei provvedimenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità