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Schio, il lungo calvario di Via Tommaseo

Un gruppo di cittadini di Schio, esasperato per una situazione che si protrae da anni, denuncia quanto avviene in Via Tommaseo, ormai divenuta una scorciatoia del traffico pesante della zona industriale di Schio, con gravi disagi per la ventina di famiglie che vi abita. Sulla questione è stata presentata anche una domanda di attualità, dal gruppo di Coalizione Civica, che sarà probabilmente discussa nel consiglio comunale che si terrà a Schio mercoledì 18 dicembre…

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Schio – Sindaco e amministrazione di Schio, mantenete la promessa fatta in campagna elettorale. A rivolgere questo appello siamo noi, una ventina di famiglie residenti in via Tommaseo a Schio. Una strada di 300 metri parallela a via dell’Industria nel tratto del semaforo con via Santa Croce (incrocio “da Beppino”). Due corsie senza marciapiede, tratto da Strada Parco a rotatoria delle “4 strade”, appena sufficienti al traffico di chi ci abita, ma che di fatto ogni giorno all’ora di punta (al mattino, a pranzo e dopo le 17) viene percorsa da centinaia di auto, tir, autobotti e persino autotreni.

Possiamo testimoniare quanto scriviamo, con foto di mezzi pesanti che percorrono la strada in cui viviamo: in una di esse si vede un’autobotte per il trasporto di benzina (nell’immagine in alto), in un’altra c’è una persona con un passeggino che cammina di fatto sulla strada (foto a destra), un’altra ancora infine c’è un tir incolonnato davanti una delle abitazioni (foto sotto).

La situazione è invivibile ormai da anni, via Tommaseo è diventata una sorta di “bretella” percorsa quotidianamente come scorciatoia dal traffico da e per la zona industriale: chi non vuol fare il semaforo passa di qua. Il risultato è un continuo rischio di essere investiti per chi, magari anziano, va a piedi a prendere il pane in un negozio di vicinato. Per chi porta a passeggio i propri bimbi, per chi semplicemente abita qui ed esce di casa con la macchina. Ci sono le scolaresche delle elementari e medie che raggiungono il Pala Romare in pieno pericolo, senza nessun passaggio protetto. C’è una famiglia, in prossimità dell’incrocio “4 strade”, che ha proibito ai propri bimbi di uscire di casa senza adulti.

Infatti vediamo scorrere auto, sebbene ci sia il limite di 30 km/h, a velocità stratosferiche per le dimensioni e la sicurezza della via. Non esiste un marciapiede e il bordo stradale è praticamente a confine con le proprietà che si affacciano. Non di rado si vedono pedoni attaccarsi alle recinzioni delle proprietà mentre gli automobilisti, che se ne fregano altamente del limite di velocità e dei dossi messi appositamente, si contendono il passaggio soprattutto nelle due strettoie (una a inizio via e una in corrispondenza del civico n° 7). In certi momenti della giornata non si riesce neanche ad uscire di casa con la macchina perché il traffico è talmente intenso che o ti butti o aspetti che passi il coprifuoco. Se ci si ferma anche solo per aprire il cancello di casa, per entrare con la macchina, ti senti suonare o insultare perché stai ostacolando il traffico.

Scriviamo questo accorato appello dopo aver più volte cercato una soluzione e avuto incontri con i dirigenti comunali del settore e il consiglio di quartiere. Lo stesso sindaco Valter Orsi è venuto a parlare con noi ai primi di maggio. Ricordiamo che era stata assicurata una soluzione: dopo mesi e mesi, però, non si è mosso più nulla e alle nostre richieste di informazioni tramite i consiglieri del Consiglio di quartiere 7 risponde solo il silenzio.

Vorremmo ricordare che il tema era stato trattato concretamente in un incontro del Cdq 7 il 24 giugno di quest’anno. Erano state fatte diverse ipotesi, noi avevamo proposto ad esempio un senso unico da via Santa Croce all’incrocio con via Campagnola, in modo da creare un tappo, oppure di chiudere la strada all’altezza di via Santa Croce. La maggioranza di noi e lo stesso Cdq 7 si era espressa contro la proposta del Comune: creare un senso unico da Strada Parco a via Santa Croce non risolverebbe il problema, ma anzi creerebbe un flusso continuo di traffico. E ricordiamo la soluzione che si era trovata: istituire un periodo di “prova della viabilità“ da effettuarsi durante il mese di settembre/ottobre in modo da avere un riscontro reale con il traffico di aziende e scuole per meglio valutare la praticità di una proposta definitiva. Settembre è passato e anche ottobre. Dovremo aspettare le prossime elezioni per avere una risposta per questa strada?

Un gruppo di cittadini di Schio

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