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Riforma Ater, modificato il regolamento

Venezia – “Pur avendo vinto su tutta la linea, il giudizio sul regolamento in materia di edilizia residenziale pubblica resta negativo. Loro hanno cambiato idea, noi no”. A metterlo in evidenza sono i consiglieri regionali Piero Ruzzante, Patrizia Bartelle e Cristina Guarda, del coordinamento Veneto 2020, commentando quanto è stato deciso nella seduta della Seconda commissione consiliare, durante la quale è stato votato il parere alle modifiche al regolamento regionale in materia di edilizia residenziale pubblica.

“Siamo soddisfatti – aggiungono – perché portiamo a casa importanti risultati: la Lega voleva sfrattare 5.823 famiglie, ora saranno 269. L’aumento del canone, inizialmente previsto del 40%, scende al 13,4%. Oggi abbiamo ottenuto la conferma che il tavolo tecnico proseguirà il monitoraggio anche dopo l’applicazione del nuovo regolamento, per valutarne gli effetti. Inoltre il software per il calcolo del canone sarà messo a disposizione dei sindacati degli inquilini e saranno attivati dei corsi di formazione specifici per i delegati delle varie associazioni. Si tratta di conquiste ottenute grazie all’opposizione dura fuori e dentro il consiglio regionale, con una importantissima mobilitazione degli inquilini e dei sindacati che si è sviluppata nell’arco di due anni: come avevamo previsto, alla fine la giunta Zaia è stata costretta a cedere”.

“Tuttavia, rimangono aperte diverse questioni: resta irrisolto il nodo relativo al Tfr e alle entrate straordinarie, come ad esempio l’indennizzo dovuto ad un infortunio sul lavoro, che rischiano di far “sballare” l’ISEE e quindi di far perdere l’alloggio. C’è poi l’aumento del canone, che sarà minore di quanto inizialmente previsto ma attenzione: verrà introdotto in modo graduato, quindi gli effetti saranno percepibili a partire dall’anno prossimo. Più in generale, comunque, manca in Veneto una politica complessiva per la casa: che offra sostegno alle giovani coppie, alle famiglie che sono in difficoltà a pagare l’affitto e agli studenti universitari”.

“In venticinque anni di governi di centrodestra, l’edilizia residenziale pubblica è stata messa ai margini dell’agenda regionale: manca una politica sugli alloggi, il risultato è che ci sono 14 mila famiglie che hanno fatto domanda e che non otterranno risposta pur avendone diritto. Questo è un enorme fallimento del governo leghista del Veneto, in cui risiede la ragione del nostro voto contrario nonostante le importanti modifiche ottenute sul regolamento Erp. Loro hanno cambiato idea, noi no”.

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