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Sergio Berlato, in una foto tratta dal suo profilo Facebook
Sergio Berlato, in una foto tratta dal suo profilo Facebook

Post sessista di Berlato sulle donne animaliste

Venezia – “Nel giorno di Natale il consigliere regionale veneto, Sergio Berlato, attraverso la sua pagina Facebook, ha dedicato una vignetta a tutte le signorine animaliste e vegane, con degli insulti sessisti che vanno oltre la libera critica politica. Lo denunceremo per diffamazione, anche se ha cancellato il post questa mattina”. E’ quanto scrive oggi in una nota Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape) che ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per il reato di diffamazione, che potrà essere sottoscritto da tutte le donne che si sono sentite offese e diffamate.

“Non è cancellando il post dai social – sottolinea Sidoli – che si rimedia a un’aggressione gratuita alla sensibilità del gentil sesso. Ci auguriamo che nelle prossime ore arrivino delle scuse da Fratelli d’Italia. Nell’attesa ci appelliamo a Giorgia Meloni perché prenda le distanze da certe affermazioni denigratorie verso l’impegno di volontarie a difesa degli animali. Simili volgarità non dovrebbero appartenere al linguaggio di un rappresentato dello Stato. In quelle poche parole vi è racchiuso un razzismo viscerale contro tutto il genere femminile, costretto, indipendentemente da ciò di cui si occupa, a dover rendere conto della propria vita sessuale. Una ironia che scade nel triviale per noi è inaccettabile. Non vogliamo vivere in un Paese in cui certe dichiarazioni trovano cittadinanza. Il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto”.

L’infelice post di Berelato è stato commentato anche dalla sua collega di minoranza nel consiglio regionale del Veneto Cristina Guarda, che ricorda come “il valore di un politico si misuri osservando come riesce a ricucire i rapporti con la comunità, anche quella a lui più distante, ed è quindi deludente constatare che certi colleghi che non trovano altre strategie se non l’offesa per rispondere a critiche o messaggi negativi.”  Cristina Guarda si è anche recentemente scontrata con Berlato, durante il dibattito in aula consiliare circa le misure di contenimento della presenza del lupo sulle montagne venete e quelle per il contrasto all’emergenza climatica, temi per i quali il rappresentante di Fratelli d’Italia non esprime preoccupazioni.

Per quanto riguarda il protagonista della vicenda, Berlato ha subito ribattuto, sempre su Facebook. “Ho eliminato il post – scrive – solo per evitare squallide strumentalizzazioni a danno del partito, non prima di averne salvato una copia integrale con tutte le inqualificabili offese e le inaccettabili minacce, anche di morte, a cui sono stato sottoposto assieme ai componenti della mia famiglia da parte degli animalisti. Sarà mia cura farne pervenire copia alle autorità competenti, assieme alla mia denuncia querela per diffamazione aggravata e minacce per la quale ho già fornito mandato ai miei legali”.

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