Polizia locale di Vicenza, minoranza “esterrefatta”

Vicenza – “La notizia dell’addestramento degli impiegati della polizia locale presso la Caserma Ederle ci lascia esterrefatti”. E’ lapidario e definitivo il giudizio che esprimono, su questa contestata ipotesi che si fa per la polizia locale di Vicenza, Giovanni Selmo e Nicola Fantin, di “Da adesso in poi”, il primo come capogruppo consiliare ed il secondo come presidente dell’associazione.

“Da un punto di vista pratico – aggiungono – i campi di intervento ai quali sono abituati i militari della Ederle sono scenari di guerra o al più contesti urbani statunitensi, dove la criminalità è ben più alta che da noi e i metodi di polizia sono riconosciuti essere molto meno efficienti. Una formazione del genere potrebbe avere forse senso presso il Coespu di Via Medici e non presso la base militare di un altro Paese: da parte di una maggioranza guidata da partiti che fanno sfoggio dell’orgoglio sovranista, ci sembra una scelta quanto meno bizzarra”.

“Ma soprattutto – si chiedono, concludendo Selmo e Fantin – perché i nostri agenti si formano per attività che sono di competenza di altre forze di polizia, mentre non ricevono adeguata formazione per i ruoli dei quali sono gli unici responsabili sul territorio? L’impressione è che ogni nuova sparata sulla sicurezza in città debba essere sistematicamente scaricata sulla polizia locale, che ovviamente non ha né gli strumenti né gli uomini per farvi fronte”.

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