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Plastic Tax, industriali: “Delusi dalla politica”

Vicenza – Delusione per la mancanza di un confronto da parte dei rappresentanti politici del territorio. E’ quanto esprime Confindustria Vicenza, per bocca di   Luigi De Tomi, presidente della Sezione materie plastiche e gomma, a proposito della controversa plastic tax che il governo intende introdurre, una tassa che si preannuncia pesare per meno di quell’euro per chilogrammo immaginato in fase di proposta, ma che sembra essere stata comunque confermata.

“Da quando è scoppiato il caso, cioè un mese e mezzo fa – prosegue De Tomi –, abbiamo fatto numerosi appelli alla politica, spiegando quanto grave e assurda sia questa imposizione che riguarderà da vicino cinquantamila persone che, in Italia, lavorano nel settore dell’imballaggio. Non abbiamo ricevuto il minimo riscontro ed interesse, fosse anche per capire i termini tecnici della situazione. La nostra contrarietà alla plastic tax è supportata da dati oggettivi, ma è ovvio che se dall’altra parte non c’è interesse ad ascoltare, l’economia della plastica dovrà subire una decisione ingiusta. Il tutto senza ricadute positive sull’ambiente, visto che non vengono puniti i comportamenti sbagliati. Quella sulla plastica è solo un’imposizione per far cassa”.

“Se il governo vuol fare davvero un’operazione di sistema, intelligente ed efficace – aggiunge Renato Zelcher, presidente di European Plastics Converters, rappresentanza della categoria a livello continentale -, noi imprese siamo disponibili già da subito a metterci attorno ad un tavolo e dare il nostro contributo per migliorare il sistema di raccolta e recupero dei rifiuti che, ad oggi, è il vero punto debole della catena del riciclaggio. Vorremmo spiegare che se i rifiuti fossero raccolti in modo efficiente diventerebbero delle risorse, sia in termini ambientali che in termini economici per i Comuni, ovvero per la collettività”.

“Vorremmo davvero lavorare assieme agli amministratori su questi punti per trovare le giuste soluzioni. Da parte nostra noi siamo più che disponibili, ma abbiamo bisogno della volontà di confronto. Credo che sarebbe un guadagno per tutti, rispetto a questo scontro aperto su una tassa (fermo restando che è di questi giorni il rapporto Paying Taxes 2020 che illustra come, in Italia, il carico fiscale e contributivo sulle imprese sia oltre 20 punti percentuali più alto rispetto alla media europea). Aggiungere all’industria della plastica anche questo nuovo balzello, significa azzopparla rispetto al resto d’Europa”.

“In queste settimane – conclude De Tomi – abbiamo letto e sentito notizie diverse, che parlano di rimodulazione, di riduzione, di posticipo… non sappiamo esattamente quale sarà la direzione. Tutto questo, a pochi giorni dal dibattito parlamentare che probabilmente porterà a decisioni da attuare in tempi brevissimi, è assurdo e pericolosissimo. Ribadiamo le porte aperte, da parte nostra, per un incontro con i rappresentanti politici del territorio”

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