Rappresentazione di un'esoluna di HD 188753 Ab, primo pianeta extrasolare scoperto in un sistema multiplo a 3 stelle
Rappresentazione di un'esoluna di HD 188753 Ab, pianeta extrasolare in un sistema multiplo a tre stelle

Padova e il Veneto oltre il sistema solare…

Venezia – “Ancora una volta la migliore tecnologia italiana è chiamata a ricoprire un ruolo da protagonista nell’ambito di una missione spaziale internazionale”. E’ il commento di Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione del Veneto, al contributo dell’Università di Padova nella fabbricazione delle tecnologie lanciate oggi in orbita con il satellite Cosmo-Skymed Sg1 e la sonda-telescopio Cheops.

La missione Cheops, che si prefigge lo scopo di studiare i pianeti esterni al sistema solare, alla ricerca della vita su di essi, nasce dalla partnership tra la Svizzera e il programma scientifico dell’Agenzia Spaziale Europea, con importanti contributi da Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito. Il telescopio della sonda Cheops è stato progettato dai ricercatori dell’Inaf di Padova e Catania, e realizzato, grazie al supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, da Leonardo, Media Lario e Thales Alenia Space Italia.

“Ancora una volta – sottolinea l’assessore – l’Università di Padova è sinonimo a livello globale di alta ricerca ed innovazione in ambito spaziale. Un plauso all’Ateneo, ai suoi docenti e ricercatori: il loro lavoro ha contribuito a fregiare del tricolore un’importante missione spaziale internazionale. Il settore aerospaziale vanta in Italia importanti realtà d’eccellenza, non solo nell’ambito della ricerca universitaria ma anche in ambito produttivo con imprese come Leonardo, o come le tante piccole e medie aziende sparse nel territorio. Risultati più che lusinghieri ottenuti in un contesto che non vede l’Italia primeggiare in investimenti rispetto agli altri stati d’Europa, Francia in primis. Se investissimo e difendessimo queste eccellenze come fanno gli altri, non avremmo rivali”.

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