L’importanza non compresa della “risorsa suolo”

Dal comitato di cittadini Vicenza Est Più Verde riceviamo e pubblichiamo…

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Vicenza – Il Comitato Vicenza Est Più Verde riunisce principalmente cittadini abitanti nei quartieri di San Pio X, Stanga e Bertesinella, e si è formato per salvare l’area verde esistente nell’ex proprietà Barcaro-Zaccaria (sito industriale di circa 18.900 mq dismesso ormai 25 anni fa le cui costruzioni sono state demolite nel 2008) e per esprimere la contrarietà alla prospettate nuove edificazioni.

L’amara presa di coscienza della proliferazione irrazionale dei supermercati in tutta la città e di una politica urbanistica che non considera la “risorsa suolo, come dovrebbe essere: limitata e non rinnovabile, bene comune di fondamentale importanza per la qualità della vita delle generazioni attuali e future” (definizione/principio si trova all’art. 1 della Legge regionale n. 14 del 2019 cosiddetta legge sul consumo di suolo in Veneto), ci hanno motivato a manifestare il nostro dissenso.

L’area era stata oggetto di un Piano Urbanistico Attuativo approvato nel 2008, conosciuto come progetto Novello nel quale erano previsti 150 appartamenti, negozi di vicinato, parcheggi. Un progetto molto imponente non realizzato a seguito del fallimento della proprietà Quadrante est srl. Dal 2018 si è risvegliato l’interesse sull’area con l’intervento della “Domus Brenta” soluzioni immobiliari, società specializzata nei progetti per la grande distribuzione.

Abbiamo visto già due ipotesi progettuali della Domus Brenta quella del 2018 e quella del mese di giugno 2019. Abbiamo chiesto all’amministrazione, senza avere risposta, a quale titolo la Domus Brenta presenti i progetti non essendo proprietaria dell’area ma solo acquirente promissoria, promessa d’acquisto tra l’altro scaduta e prorogata fino al 31/12/2019. La nuova soluzione progettuale del giugno 2019 della Domus Brenta sull’area prevederebbe:

  1. Attività di vendita al dettaglio “Food” per circa 2.400 mq complessivi con superficie commerciale di vendita 1500 mq;
  2. una struttura ricettiva di circa 14.800 mc, un albergo con altezza di circa 23 ml (7 piani);
  3. Parcheggi tra standard pubblico e parcheggi per le strutture commerciale e ricettiva per 4.947 mq > 2450 mq prescritto normativamente;
  4. Verde attrezzato con percorsi pedonali per sup complessiva 3.504 mq (1766 mq verde+ percorso pedonale e piazza 1.738 mq) a fronte di minimo di legge di 2.169 mq ;
  5. Una serie di opere extra ambito da realizzarsi: sottopasso pedonale, rotatoria, sistemazione marciapiedi.

Curiosa è la motivazione riportata nella relazione descrittiva della Domus Brenta: “La proposta progettuale ha come obiettivo quello della riqualificazione urbanistica e rifunzionalizzazione dell’area dismessa attrezzandola a servizi per il quartiere”. Ci chiediamo se il settimo supermercato lungo l’asse viale della Pace – viale Camisano sia un servizio per il quartiere. Evidenziamo che lungo viale della Pace nel giro di un anno, due importanti aree (ex Enel ed ex ceramiche vicentine) sono state trasformate in aree commerciali con la costruzione di due supermercati, senza dimenticare che nella zona è previsto il raddoppio delle cubature (+200.000 mc) del villaggio americano ed il passaggio della T.A.V. o alta capacità.

Vicenza vive enormi problemi di inquinamento sia dell’aria che dell’acqua oltre ad essere una delle province più cementificate d’Italia sul cui territorio esistono moltissimi edifici pubblici e privati, inutilizzati e abbandonati nell’incuria totale. La nostra città è disseminata di spazi commerciali vuoti, e non ci riferiamo solo ai negozi di quartiere (una quindicina solo su Viale della Pace), ma anche a volumi importanti di recente edificazione/sistemazione come Parco città e la stazione ferroviaria (tanto per citarne un paio di familiari…). Proprio su Viale della Pace appena qualche mese fa ha chiuso il supermercato Dpiù. Ci chiediamo quindi a quale necessità della cittadinanza risponda far costruire uno nuovo supermercato nell’area ex Barcaro Zaccaria distante un centinaio di metri circa dal supermercato appena chiuso.

Come Comitato in questi mesi ci siamo impegnati per informare il quartiere e far crescere il dissenso al progetto; abbiamo organizzato una manifestazione a giugno con la partecipazione di qualche centinaio di persone che ha attrevarsato i quartieri di San Pio X e Stanga. Abbiamo inoltre incontrato il Sindaco e l’ Ass. Lunardi il giorno 11/07/2019 e spiegato loro le ragioni della nostra contrarietà ricevendo dagli stessi l’impegno di coinvolgerci ed informarci preventivamente sulle conseguenti scelte politiche dell’Amministrazione. Purtroppo abbiamo letto sui giornali nel mese di settembre “La maggioranza ha dato il parere positivo al piano per il recupero dell’area ex Barcaro-Zaccaria. Via libera al supermercato alla Stanga.” (Articolo GdV 10/09/2019). Il tutto confermato in Consiglio Comunale del 11/09/2019 dall’Ass. Lunardi alla domanda di attualità di Coalizione Civica “Cosa è accaduto di così grave da costringere Lunardi ad una marcia indietro?”

Nel mese di agosto di questo anno abbiamo inoltre presentato un’osservazione alla variante di Piano di Assetto del Territorio Comunale per la perimetrazione degli AUC (ambito urbano consolidato) inserendo secondo noi degli aspetti fondamentali che rimandano alla volontà dei cittadini la richiesta che l’area ex Barcaro Zaccaria sia destinata ad area verde anche e non solo per i seguenti motivi ribaditi anche formalmente nella nostra richiesta d’incontro del 9 ottobre 2019:

  • E’ ormai affermazione comune che la presenza di verde e alberi nella città comporta notevoli benefici non solo per la salute ma anche per l’economia. Anidride carbonica catturata, acqua piovana assorbita, agenti inquinanti -ozono, biossido di ozono, biossido di zolfo e pm10 tolti dall’aria da respirare;
  • Le piccole zone umide, come è oggi l’area ex Barcaro Zaccaria , sia di origine naturale sia artificiale sono preziose. Si tratta di habitat acquatici nei quali rientrano una grande varietà di tipologie, spesso tipicamente legate a particolari territori: stagni, acquitrini ecc. Le piccole zone umide rappresentano rifugi o componenti di una rete ecologica estremamente importante per molta della fauna acquatica cosiddetta “minore” invertebrati, pesci, anfibi e rettili) soprattutto in contesti agricoli e urbani. Sono anche ambienti fondamentali per la fissazione del carbonio presente nella biosfera, con conseguente mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici;
  • Non da ultimo chiediamo il rispetto e l’attuazione degli impegni assunti dal Sindaco, e da tutta l’Amministrazione, con la sottoscrizione nel mese di novembre della “Carta di Venezia” che prevede anche un’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificare e gestire in tutti i paesi un insediamento umano che sia partecipativo, integrato e sostenibile; di potenziare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo; l’adozione di politiche tese alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Impegni presenti anche nello Statuto del Comune di Vicenza del 20 febbraio 2018 (vedi art. 3 – sostenibilità ambientale, tutela e valorizzazione del territorio Comunale).

Infine abbiamo nuovamente incontrato il 19 dicembre l’Ass. Lunardi il quale ci ha espresso la volontà dell’Amministrazione di un riordino dell’area con l’edificazione di volumetrie ridotte e con un aumento anch’esso indefinito del verde rispetto alle precedenti progettazioni. Verificherà inoltre con il suo collega di Giunta quale percorso partecipativo potrà essere adottato per determinare un conseguente democratico interesse pubblico integrato e sostenibile. Ha assunto inoltre l’impegno di incontrarci in conseguenza di significativi sviluppi e che in ogni caso, al termine della trattativa con Domus Brenta, presenterà il progetto alla cittadinanza. Inoltre darà a breve risposte scritte alle nostre suddette istanze al fine anche di prevenire malintesi verbali. L’incontro si è concluso senza che un aspetto importante sia stato chiarito dall’Assessore: A quale esigenza della collettività risponde la costruzione dell’ennesimo supermercato ? Deduciamo che se non esiste una ragione di interesse pubblico, allora il solo ad essere tutelato è l’interesse del singolo privato. Tutela che va contro il benessere e l’interesse della Comunità che dovrà sopportare una ennesima cementificazione inutile e dannosa per l’ambiente e per la salute di tutti noi cittadini.

Nessun malinteso ci deve essere invece sulla certezza che come Comitato Vicenza Est Più Verde continuiamo a portare avanti la nostra richiesta: la ridefinizione della destinazione urbanistica dell’area ex Barcaro Zaccaria per preservare completamente tutto il verde esistente e possibilmente per renderlo fruibile a tutta la cittadinanza. Noi non vogliamo bloccare lo sviluppo ed impedire la crescita, ma rendere possibili le trasformazioni senza ulteriore consumo di suolo, cioè vogliamo una nuova pianificazione che privilegi il riuso di ciò che già esiste, eliminando gli elementi di degrado e incoerenza urbanistica, ridando vita e riutilizzando spazi in modo più consono, produttivo e a ben vedere anche più remunerativo. Tutto ciò con il coinvolgimento dei cittadini con collaudati percorsi partecipativi. Ciò non vuol dire eliminare le previsioni di espansione, ma limitarle alle effettive necessità di sviluppo della città. Questo è il messaggio che ci farebbe piacere venisse a conoscenza di tutti i nostri concittadini.

Comitato Vicenza Est Più Verde

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