Il Trio Andrea Palladio ai “Martedì al conservatorio”

Vicenza – Nuovo appuntamento domani, alle 18, a Vicenza, con “I martedì al conservatorio”,  tradizionale rassegna del conservatorio Pedrollo. E’ il sesto concerto della stagione, ospitato presso la Chiesa di San Domenico, annessa all’istituto musicale vicentino, e si esibirà il Trio Andrea Palladio, formazione composta da Michele Antonello, oboe, e dai docenti Steno Boesso, fagotto, ed Enrico Zanovello, organo. Il trio si è costituito all’interno della omonima orchestra, fondata e diretta fin dalla fondazione nel 1989 da Zanovello.

I musicisti hanno alle spalle numerose esperienze artistiche, solistiche e di insieme in formazioni cameristiche ed orchestrali di chiara fama internazionale quali Les Musiciens du Louvre, I Sonatori della Gioiosa Marca, l’Europa Galante, L’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, Concerto Koln ed altre prestigiose orchestre. Vantano una attività concertistica in tutta Europa, Stati Uniti ed America Latina, e numerose incisioni discografiche. L’originalità dei programmi proposti è uno degli aspetti peculiari del trio.

Nelle note di copertina al lavoro, firmate dal noto cantante, organista, direttore e musicologo Paolo Da Col, si legge: «Oboe, fagotto e strumento “da tasto”, con le loro specificità di strumenti melodici ad ancia doppia “soprano” e “basso” e di strumento armonico, rappresentarono un assieme diffuso nel repertorio musicale del Settecento. Nel corso del secolo successivo, allorché la destinazione della musica da camera divenne più specifica, spesso univoca, e la scrittura si fece più aderente alle caratteristiche tecnico-espressive degli strumenti, tale formazione apparve quasi singolare; benché, come questo programma dimostra, sia esistita soprattutto oltralpe un’originale e attraente produzione cameristica che ne valorizza le particolari risorse timbriche. L’Ottocento fu anche il secolo di un linguaggio musicale sempre più indirizzato al virtuosismo: l’agilità delle figurazioni e le grandi risorse tecniche richieste all’interprete divennero elementi ricorrenti in una scrittura musicale che mirava ad esaltare la dimensione solistica e quasi acrobatica del virtuoso, come chiaramente emerge nelle pagine qui presentate».

Il programma della serata di domani prevede musiche di Theodore Lalliet (1837-1892), Heinrich Molbe (1835-1915), Giuseppe Verdi (1813-1901), Stanislav Verroust (1814-1863) e Carl Friedemann (1862-1952). L’ingresso è libero.

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