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Danza, “Io, Don Chisciotte” al Comunale di Vicenza

Vicenza – Primo appuntamento nel fine settimana, sabato 7 novembre alle 20.45 e domenica 8 alle 18, della nuova stagione di danza del Teatro Comunale di Vicenza. Sarà di scena il Balletto di Roma, con “Io, Don Chisciotte”, coreografia, regia e scene di Fabrizio Monteverde, musiche di Ludwig Minkus e autori vari, una nuova produzione 2019 che ha debuttato a Civitanova Danza in estate e che viene proposta a Vicenza in prima regionale.

Nei ruoli dei protagonisti Riccardo Ciarpella (Don Chisciotte), Azzurra Schena (Sancho Panza) e Roberta De Simone (Dulcinea), con il corpo di ballo del Balletto di Roma; i costumi sono di Santi Rinciari, Stefano Alessandroni è la voce recitante. Non mancherà il consueto “Incontro con la Danza”, che si terrà, sabato alle 20 e domenica alle 17, al Ridotto, e sarà condotto dalla giornalista fiorentina Silvia Poletti.

“Fabrizio Monteverde – si legge nella presentazione -, autore che ha fatto la storia del teatro di danza italiano degli ultimi trent’anni, firma una nuova versione coreografica del Don Chisciotte di Cervantes, tornando alla creazione dopo una lunga pausa. La scelta è caduta ancora una volta su un titolo letterario, titolo che è anche però un celebre  balletto classico. Una sfida doppia, quindi, per l’autore romano, chiamato da un lato a raccontare in danza il mito dell’anacronistico sognatore di Cervantes, dall’altro ad omaggiare una tradizione coreografica”.

“In questa versione del romanzo, il protagonista, un barbone che vive attorno alla carcassa di un’auto, accompagnato da uno scudiero donna, non smette di incarnare la doppiezza e la con-fusione degli opposti. Al centro della scena ci sono i rottami di una vecchia Renault 4 abbandonata, rottame e auto che diventano i simboli di un mondo in continua trasformazione. Sempre in bilico tra intenzioni logiche, razionali, ben espresse e azioni assurde, temerarie, Don Chisciotte, con il suo sguardo di traverso sulla realtà, conquista la gloria attraverso avventure sconnesse e poco calcolate, imponendo la sua illusione con eroico sprezzo del ridicolo: elemento disturbante e artefice del caos, in fondo ci dimostra che ogni cosa, ogni persona è sempre altro da quello che dice di essere”.

“L’errore è verità e la verità è errore, in una società che, soprattutto per un Don Chisciotte poeta, folle, mendicante come quello immaginato da Monteverde, è alla rovescia. Il mondo, del resto è sempre diverso in base al punto di vista da cui lo guardiamo e la verità si manifesta solo nella libertà di muoversi al suo interno, una libertà incondizionata che testimonia l’inseguimento di un sogno, la ricerca del proprio io bambino, il desiderio infinito di amare”. Biglietti come sempre anche online sul sito www.tcvi.it.

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