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Concerto di Natale della wind band del Pedrollo

Vicenza – Il conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza offre domani al pubblico uno speciale appuntamento per celebrare il periodo delle feste. E’ un “Concerto di Natale” che oltre all’aspetto puramente musicale si configura come l’atto di rinascita, o meglio, di ricostituzione della wind band del Pedrollo dopo il pensionamento del professor Cesare Montagna, che la fece diventare uno dei punti fermi dell’attività dell’istituto berico. Con l’arrivo, nel 2016, del profeso. Franco Poloni, docente di Musica d’insieme per strumenti a fiato,  e con lo stabilizzarsi delle docenze delle classi di tromba e trombone, è iniziata l’opera di rifondazione di questa importante realtà.

Domani quindi, alle 16, nella Sala Marcella Pobbe dell’istituto, saliranno sul palco 60 strumentisti, tra i quali alcuni ospiti appartenenti a realtà musicali limitrofe. La wind band, diretta per l’occasione dal professor Poloni, eseguirà quattro brani gioiosi e vivaci che, nonostante l’immediatezza, presentano difficoltà tecniche non indifferenti.

Ad aprire il concerto sarà “Oregon”, una fantasia musicale costruita come un racconto per immagini su temi che riportano all’epopea dei cercatori d’oro, dei cacciatori e dei primi coloni che a metà dell’Ottocento si impossessarono degli sterminati territori del Nordest dell’America del Nord. Autore del brano il “guru” dei compositori di musica per strumenti a fiato: l’olandese Jacob de Haan.

A seguire un altro brano molto eseguito dalle wind band di tutto il mondo: “Sedona” di Steven Reineke, giovane compositore statunitense, di Cincinnati (Ohio). Apprezzato ovunque per il suo stile ben radicato a studi approfonditi di armonia e contrappunto, anche Reineke trae qui ispirazione dalla selvaggia natura americana. Come stacco dalle “cavalcate” sonore dei primi due brani verrà poi proposto, ancora a firma di Reineke, “Heaven’s Light”, composizione che con il suo andamento melodico e meditativo si sposa con il periodo delle festività, tanto che già l’incipit musicale ricorda la tradizionale “Adeste fideles”.

Il finale torna esplosivo con “Lord Tullamore” di Carl Wittrok, altro “monumento vivente” della composizione per fiati, nato a Goor nei Paesi Bassi, nel 1966. “Lord Tullamore” è uno spaccato delle tradizioni irlandesi (Tullamore è difatti un piccolo villaggio sperduto della verde isola) che agli elementi folclorici unisce momenti di assoluta tranquillità. Un brano straordinariamente efficace per mettere in risalto le qualità strumentali di ogni singolo esecutore e di ogni orchestra di fiati che si rispetti.

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