L’ensemble Spira Mirabilis (Foto di Giancarlo Pradelli)
L’ensemble Spira Mirabilis (Foto di Giancarlo Pradelli)

Vicenza, Spira Mirabilis esegue Čaikovskij

Vicenza – Secondo appuntamento, domenica 24 novembre, al Teatro Comunale di Vicenza, della stagione di concerti organizzata dalla Società del Quartetto. La serata sarà interamente dedicata a Pëtr Il’ič Čaikovskij, del quale viene proposta la Prima Sinfonia in Sol minore, nota anche come “Sogni d’Inverno”. Di scena sarà un ensemble orchestrale unico nel panorama internazionale, ovvero Spira Mirabilis, collettivo di musicisti che rifiuta l’etichetta di “orchestra”. Prima del concerto, al Ridotto, ci sarà una guida all’ascolto curata da alcuni musicisti del gruppo.

“Il lavoro d’esordio nella scrittura sinfonica – si legge nella presentazione della serata – costò al giovane Čaikovskij, fresco di studi al conservatorio di San Pietroburgo, mesi di lavoro intenso, un sofferto travaglio interiore e vari ripensamenti che gli causarono seri problemi di salute. Composta nella primavera del 1866, una volta ultimata Čaikovskij sottopose la Sinfonia ai maestri con i quali aveva studiato, Anton Rubinštein e Nikolaj Zaremba, che la stroncarono nettamente. Il compositore si rimise allora al lavoro, poi ne propose al pubblico alcuni movimenti e infine decise di eseguirla per intero, ottenendo accoglienze calorose ma non strepitose”.

“La versione definitiva, largamente rimaneggiata, venne finalmente ultimata nel 1874, anche se il pubblico dovette attendere il 1883 prima di ascoltarla a Mosca sotto la direzione di Max Erdmannsdorfer. Lavoro che indiscutibilmente risente della giovane età del suo autore, la Sinfonia in Sol minore occupa tuttavia un posto di primo piano fra i capolavori più riusciti di Čaikovskij”.

Quanto invece a Spira Mirabilis, è un progetto autogestito, iniziato nel settembre del 2007, all’interno del quale decine di musicisti provenienti da varie esperienze artistiche e nazionalità condividono idee, studiano e si arricchiscono culturalmente grazie ad un costante lavoro di confronto. Quando si ritrovano nelle giornate libere da impegni professionali (tutti suonano regolarmente in importanti formazioni orchestrali europee), gli orchestrali di Spira scelgono un brano da studiare, analizzare ed eseguire senza l’intermediazione di un direttore: un lavoro di approfondimento lungo e difficile che richiede grande capacità critica e che alla fine viene restituito al pubblico sotto forma di concerto.

Per queste sue peculiarità la formazione si è rapidamente affermata come un unicum nella scena musicale e ha già all’attivo 76 progetti con residenze in tutta Europa, e concerti a Londra, Brema, Amburgo, Roma, Parigi, Essen, Istanbul, Berlino. Ambasciatore culturale dell’Unione Europea nel 2012, nel 2015 il gruppo ha completato il ciclo delle sinfonie di Beethoven; un percorso durato 8 anni che ha costituito la spina dorsale dell’ensemble.

Nel 2016 il gruppo si è aperto al teatro mettendo in scena il “Così fan tutte” di Mozart e il “Sogno di una notte di mezza estate” di Mendelssohn. Nello stesso anno è stata affrontata per la prima volta una sinfonia di Brahms, la n. 4. A settembre 2017 “Spira mirabilis” ha festeggiato il suo decimo anniversario eseguendo alla Scala di Milano l’“Eroica” di Beethoven e due mesi più tardi ha iniziato lo studio della Prima di Brahms che ha poi presentato al Comunale di Vicenza per la Società del Quartetto. Il 2018 è stato dedicato prevalentemente a Beethoven e si è chiuso nel segno di Mozart, con gli ultimi tre grandi lavori sinfonici.

Nella costante attività di ricerca e di studio, nel 2019 l’ensemble ha affrontato Béla Bartók e in giugno ha presentato al Festival Kissinger Sommer tre sinfonie di Haydn (Le Matin, Le Midi e Le Soir), ognuna delle quali eseguita nei rispettivi momenti della giornata cui erano dedicati. “Sogni d’inverno” di Čaikovskij è l’ultimo progetto in ordine di tempo.

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