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Un anno di attività per lo Sportello molestie

Vicenza – Non accenna a migliorare la condizione della donna nel mondo del lavoro, troppo spesso oggetti di molestie, sessuali e non, e di discriminazione e mobbing. E purtroppo sono ancora poche quelle che denunciano questa situazione. E’ quanto è emerso quest’oggi durante un incontro con la stampa da parte della Cgil di Vicenza che giusto un anno fa aveva aperto il suo Sportello molestie e che oggi ha tracciato un primo bilancio. Tutto questo per altro come iniziativa messa in campo in vista della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre.

A presentare i dati del primo anno dello Sportello molestie della Cgil vicentina c’erano stamane Marina Bergamin (Cgil), Giuliano Ezzelini Storti (Filctem), Rachele Berto (Fisac), Maria Rosa Cingano e Chiara Bonato (Spi), Daniela Benadduce (Filcams), Patrizia Carella (Fiom). E i dati, seppur contenuti poiché, come dicevamo, c’è ancora molta ritrosia nel denunciare, fanno comunque capire che il problema c’è e che non si deve sottovalutare.

Fino ad oggi si sono rivolte allo sportello 15 donne (3 straniere) e 2 uomini. Dei 17 casi, 9 appartenevano al settore terziario privato (dal turismo alla banca),  1 al pubblico impiego, 7 al settore manifatturiero. Le problematiche sono state: 2 mobbing (più o meno grave, di cui uno orizzontale), 2 mobbing presunto,  4 molestie sessuale e non/stalking, 7 conflitti aspri/violenti con il titolare, 1 discriminazione, 1 violenza famigliare.

Nella maggior parte dei casi (11) le problematiche sono state girate alle relative categorie o all’ufficio vertenze, 3 casi sono stati gestiti dalla categoria accompagnata dallo sportello, di 2 casi si sono perse le tracce. In un caso sono state date solo informazioni. C’è stato un licenziamento del molestatore, un licenziamento della vittima (impugnato) e le dimissioni di una vittima.

“Si confermano dunque – ha osservato Marina Bergamin – i dati nazionali già conosciuti: le vittime sono quasi sempre donne e provenienti da aziende medio piccole non sempre sindacalizzate, c’è una diffusa sottovalutazione delle problematiche, sono poche le denunce formal e c’è il desiderio che si smetta prima possibile, anche a costo dell’abbandono del lavoro. Crediamo che si debbano fare molti passi avanti, soprattutto sul piano della cultura e della formazione, e per questo abbiamo programmato varie iniziative interne alla Cgil, come assemblee nei luoghi di lavoro o volantinaggio informativo”.

Fino al prossimo 8 marzo vi saranno anche iniziative su responsabilità sociale d’impresa e rapporti sull’occupazione di uomini e donne, a cura della categoria bancari e assicurativi, mentre una significativa iniziativa esterna, aperta al pubblico, è in programma per sabato 23 novembre alle  17 presso i Chiostri di Santa Corona. Si tratta della presentazione del libro “Crescere uomini. Le parole dei ragazzi su sessualità, pornografia e sessismo”, di e con Monica Lanfranco che presenta la sua indagine su mille ragazzi dai 16 ai 19 anni.

“Auspichiamo – ha concluso Bergamin -, che dopo la firma dei protocolli sulle molestie firmati a Vicenza nel 2016 con tutte le associazioni datoriali, si passi a fatti concreti e, nello specifico, alla stipula di codici di condotta e all’individuazione di un consigliere di fiducia. Quindi, un passaggio urgente dalla teoria alla pratica”.

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