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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Pfas, Guarda: “Miteni produceva 90 composti”

Venezia – “Bene l’annuncio della Regione , che provvederà a ricercare nuovi composti ‘emergenti’ nelle matrici ambientali. Anni fa, davano a me e ai comitati del territorio degli allarmisti quando lo proponevamo, invece ora i fatti dicono che eravamo precursori di proposte, recepite solo ora dalla regione.”

A parlare così è la consigliera regionale di Civica per il Veneto Cristina Guarda, dopo l’annuncio di ieri, del presidente della Regione e del coordinatore della commissione ambiente e salute, riguardante l’avvio di una serie di approfondimenti mirati a rilevare la possibile presenza di diversi microinquinanti.

“Una iniziativa però – osserva la consigliera di minoranza – che rischia di essere poco incisiva se non si ricercano tutte le sostanze prodotte in un sito produttivo. Il caso Miteni avrebbe dovuto insegnare, visto che la regione ricerca poco più di una dozzina di sostanze da essa prodotte, ma la lista di commercializzazione della ditta, conteneva un lungo elenco! Se queste poche sostanze conosciute hanno contaminato il nostro territorio, le altre non ci sono?”.

“Negli Usa – continua Guarda – ricercano 18 Pfas principali, trovati nell’ambiente e nel sangue delle persone. In Regione Veneto 12, a cui si aggiungono il GenX, grazie alla soffiata del Ministero Olandese, e il C6O4, composto di lavorazione. La Regione sa bene cosa produceva Miteni, visto che era sotto direttiva Seveso, un’azienda quindi a rischio di incidente rilevante e autorizzata dalla stessa Regione nel 2014, dopo lo scandalo. Eppure per la giunta sembra che Miteni producesse solo la dozzina di sostanze: per caso non si è accorta che l’azienda trattava rifiuti olandesi di scarto del GenX, recuperandone forse il 10-20%? E il restante 80% dove è stato smaltito? Forse nel nostri depuratori, arrivando poi fino ai nostri fiumi?”

Ed in conclusione Guarda ricorda che “sul sito internet di Miteni, oggi chiuso assieme all’azienda, compariva una lista di circa 90 prodotti destinati al commercio. Una lista peraltro incompleta, visto che nei processi produttivi venivano utilizzati anche altri derivati, come il C6O4 utilizzato in produzione. Perché allora la Regione sceglie solo alcune sostanze da ricercare? Non vanno forse ricercati nelle matrici ambientali tutti i prodotti, finiti e non, utilizzati da Miteni, per la maggior parte definiti proprio emergenti?”

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