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Pfas, anche Arpav si costituisce parte civile

Padova – Anche l’Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, si è costituita parte civile nel processo Miteni. La richiesta dell’ente è stata formalizzata oggi dall’avvocato Fabio Calderone, del foro di Padova, all’udienza preliminare che si è tenuta il  Tribunale di Vicenza nel procedimento penale nei confronti dei vertici dell’azienda Miteni, imputati per l’avvelenamento della falda acquifera destinata al consumo umano nel sottosuolo dell’azienda e delle acque superficiali e potabili, nonché di aver provocato il relativo disastro ambientale.

“Arpav – si legge in una nota diffusa dall’agenzia per l’ambiente -, che nel 2013 identificò nel sito dell’azienda la principale causa dell’inquinamento nella produzione di sostanze perfluoroalchiliche, ha svolto e sta svolgendo numerose e complesse attività tecnico scientifiche. Dai monitoraggi dei suoli e dei corpi idrici superficiali, sotterranei e delle acque marino costiere alle analisi dei fanghi di depurazione, allo studio della presenza delle sostanze nell’aria e al controllo delle fonti di pressione”.

“Inoltre, l’agenzia ha eseguito costantemente sopralluoghi, ispezioni e campionamenti nell’esteso territorio interessato dalla contaminazione ed ha effettuato, per le aziende sanitarie, le analisi degli alimenti, delle acque potabili e del siero umano per lo screening della popolazione esposta”.

Una rilevante attività dunque che ha richiesto l’acquisto di strumentazione scientifica e di sistemi analitici ad alte prestazioni, con l’impiego di numerosi tecnici, obbligando l’agenzia ad una spesa di oltre otto milioni di euro, della quale chiesto il ristoro, oltre al danno all’immagine. Arpav è anche fra i creditori della Miteni, fallita nel 2018.

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